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Gravina: ha reso celebre la sua città, è un dovere essere qui

Il gonfalone, il sindaco Roberto Gravina e l’assessore alla Cultura Paola Felice. Campobasso si stringe ad Alfredo Buongusto e a chi lo ha amato. La presenza ai funerali era doverosa, dice il primo cittadino. Che al termine della funzione assicura: troveremo il luogo più adatto per rendere a Fred l’omaggio che merita.
«La nostra presenza testimonia la vicinanza della famiglia, della città di Campobasso e credo anche la voglia di rispettare l’intera generazione che è cresciuta con le canzoni di Fred Bongusto. Chi ha reso celebre Campobasso nel mondo merita un abbraccio ideale», ancora Gravina.
Il Teatro Savoia, la Gil: non mancano le proposte di intitolazione a Bongusto di monumenti e luoghi simbolo della cultura. «Non mi affascina molto l’idea di stravolgere la storia dei luoghi – dice così la sua Gravina – quindi ci sarà una riflessione che faremo con calma e con attenzione per trovare un luogo che riconosca la giusta importanza a un artista di fama internazionale. La sostituzione di nomi secondo me non è la scelta migliore». Qualche idea già c’è, Gravina però punta a decidere non sull’onda dell’emozione del momento. E a condividere la scelta con i familiari, un luogo che identifichi Campobasso e sia la cornice giusta per quello che alla città e al Molise ha donato Bongusto. «Porteremo il confronto all’interno nella commissione Cultura. Credo sia già bello ricordarlo con una qualche manifestazione e poi si discuterà di quale sia il luogo migliore per ricordare Fred Bongusto. Mi è piaciuta molto la riflessione fatta dal celebrante durante la messa: quando muore un artista, un cantante, in qualche modo rimane eterno, con la sua voce e le sue canzoni».
Come Gravina con la fascia ai funerali, Maurizio Mangialardi porta l’addio della comunità di Senigallia, la città della rotonda sul mare. «Quando l’abbiamo restaurata, lui ha voluto esserci. Era giusto essere qui per quello che Fred Bongusto ha fatto per noi». Era quella di Senigallia la rotonda ormai celeberrima? Non è pacifico. Ma poco importa, conclude Mangialardi. È importante invece ricambiare la generosità di chi con quella canzone ha reso eterno il mito di un tempo diverso, elegante e raffinato.

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