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Concorsi, seduta fiume ma Toma non torna indietro

Una lunghissima seduta, che parte con il no all’iscrizione di atti che le minoranze avrebbero voluto iscrivere e discutere. Finisce quasi sempre 12 a 8 per il sì (perché dalla maggioranza qualcuno va in soccorso delle opposizioni, non Di Lucente stavolta), ma serve la maggioranza di due terzi.
Il resto della sessione sulle procedure di concorso avviate dalla Regione per dirigenti e funzionari, nonché per la stabilizzazione degli operatori del centro funzionale della Protezione civile, scorre con le accuse di illegittimità ai bandi approvati dal direttore del III dipartimento. Pd e 5 Stelle ripetono le loro critiche, pure Di Lucente lo fa. E l’ex presidente Iorio chiede di verificare bene.
Il governatore Toma, al termine degli interventi, fornisce all’Aula una lunghissima informativa, legge relazioni delle strutture su tutti gli atti – interrogazioni o mozioni – che erano stati presentati ma che non sono stati iscritti anche su sua indicazione di voto.
Nella sua dissertazione non si rileva l’intenzione di tornare indietro, a prescindere dalla competenza a farlo che formalmente è del dirigente e non della giunta.
Greco, più tardi, censura questa prassi e provoca alludendo alla lunghezza dell’intervento di Toma: «Abbiamo sfiorato il sequestro di persona».
Due i documenti presentati, uno a prima firma di Pallante e l’altro di Fanelli.
Il primo impegna a trasmettere il risultato del dibattito al capo del dipartimento che ha emanato i bandi per rilevare eventuali anomalie, il secondo invece punta a sospendere i concorsi e l’eventuale annullamento in autotutela.
Nessun atto, alla fine, viene iscritto. Nessun atto viene votato. Toma assicura: li invierò comunque alla struttura.

Dipendenti delle Comunità montane e precari: «Noi esclusi, sono in arrivo molti ricorsi»

A seguire i lavori di Palazzo D’Aimmo, ieri, una nutrita delegazione di dipendenti delle Comunità montane e dei precari che da anni lavorano in vari servizi e settori per la Regione.
Lamentano, in entrambi i casi, che le numerose iniziative occupazionali emanate dalla Regione a valle del piano del fabbisogno occupazionale li esclude. In che senso? Che possono partecipare, ma come tutti gli altri, da esterni. Per quanto riguarda gli operatori delle Comunità montane, alcuni di loro sono in utilizzo alla Regione, un istituto che è basato su una situazione di emergenza in organico, ma che per alcuni degli interessati va avanti da qualche anno. Né la Regione, lamentano sempre gli interessati, ha dato seguito alle procedure pure avviate per permettere ai Comuni di utilizzare il personale delle Comunità montane. I precari della Regione e degli enti del sistema Regione sono oltre 300. Ma la ricognizione avviata ed effettuata da Palazzo Vitale non ha dato loro alcuna priorità rispetto alle assunzioni che l’ente sta per effettuare. Presenti insieme alle sigle sindacali, in particolare la Uil Fpl, contestano i concorsi e il fatto che il capo del III dipartimento sta continuando a contrattualizzare co.co.co. E annunciano l’arrivo di numerosi ricorsi. Dopo la sfilza di no all’iscrizione degli atti della minoranza, lasciano il palazzo in segno di protesta.

Iorio in Aula dopo l’intervento: «Pausa forzata, ora al lavoro»

Rientrato in Consiglio dopo una breve convalescenza dovuta a un intervento alla carotide subito qualche settimana fa, l’ex governatore Michele Iorio ha scritto un messaggio su Facebook: «Riprendo l’attività politica dopo la pausa “forzata”. E riprendo con più forza e più vigore. Ringrazio tutti coloro che hanno avuto un pensiero per me. Non ce la farò mai a rispondere a tutti. Lo faccio da qui. Il mio ringraziamento più sentito va al personale medico e paramedico dell’ospedale Cardarelli di Campobasso per la professionalità e le cure che riservano ai cittadini.
Ed ora, a lavoro».

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