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Amici sul campo e sul palco, Peppino di Capri e il rammarico di non aver potuto salutare Fred

Grandi amici, che si sono dati battaglia sui campi in terra rossa e sui palcoscenici di tutto il mondo. Peppino di Capri, uno dei più grandi artisti italiani di sempre, racconta l’amico Fred Bongusto in una intervista in collegamento telefonico rilasciata al collega Franco Presutti e andata in onda ieri sera su Teleregione, nel corso della trasmissione «Molise Sport».
Diversi tour insieme, due long play. Eravate grandi amici. Un suo ricordo di Fred Bongusto, dell’artista e dell’uomo. «Dell’artista non si discute, una delle più belle voci della vita notturna. Quando si dice cantante da night… Fred aveva la voce fantastica e inimitabile del cantante da night. Come uomo, era l’amico delle pacche sulle spalle, quando ci si incontrava. Cominciò a giocare a tennis perché io giocavo, poi ho smesso e lui ha continuato. Al punto che quando facevamo spettacoli insieme, lui andava a giocare a tennis e io mi dovevo occupare della parte tecnica, di tutta la perfezione dei suoni. Risate, battute ironiche. Una simpaticissima persona».
Avete trascorso bei momenti insieme… «Sì, ironia a tutta birra: battute, risate. E poi i giornali che ci attaccavano su chi era il più bravo dei due. Io ho cominciato prima di lui, era il 1958. Fred nel 1961. Che dire, abbiamo perso un’altra pietra miliare, un tassello della nostra musica italiana». La voce di Peppino di Capri si increspa.
Il 2019 è stato un anno difficile per lei, e per questo le siamo vicini. So che avrebbe voluto incontrare Fred. «Ci abbiamo provato in tutti i modi, io e Renzo Arbore. Ma la figlia non voleva che lo vedessimo in quelle condizioni, non voleva che andassimo a trovarlo perché non era giusto. Non ci siamo riusciti, è un grande rammarico anche perché io volevo andare al funerale ma sono molto sensibile, non sono andato nemmeno a quello dei miei genitori. Ho una reazione imprevedibile, dovuta alla troppa sensibilità».
A parte i tanti tour, due lavori con Fred: “La classe e lo stile” del 1986 e il long play live “Due ragazzi così” del 1996. «Si litigava in pedana, l’orchestra tua è più forte, la mia è più bassa… Sempre battibecchi, io preferisco ricordarlo così, con il sorriso sulle labbra».
Lei è nato su un’isola stupenda, Capri. Fred amava Ischia. «Anche lì c’era sempre competizione: lui lì aveva una casa molto carina. Ci dividevamo le isole».
Una carriera incredibile la sua. Oltre 60 anni sui palchi, 54 album, 48 in studio, 2 live, 4 raccolte. Quale il segreto? «Essere se stessi, come la gente ti vuole, senza strafare. Rimanere umili, con i piedi per terra tutta la vita, non farsi prendere dalla follia del successo». Una ricetta che funziona: è uscito in questi giorni il nuovo album “Mister Peppino di Capri”, 10 tracce di cui 8 brani inediti e 2 conosciuti che entrano per la prima volta in un album. Un’idea nata dopo il doppio sold out al teatro San Carlo. Un regalo, l’ennesimo, che Peppino di Capri ha fatto ai suoi fan. E di certo, anche Fred ne sarà davvero felice.

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