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Traumi, ictus e punti nascita: il piano Giustini dirotta la sanità fuori dal Molise

Traumi, ictus e punti nascita: il piano Giustini dirotta la sanità fuori dal Molise

Prendere il decreto Balduzzi e applicarlo alla lettera: fatto.
La rete perinatale? Campobasso centro, Isernia periferia: a Termoli il punto nascita scompare. Sarà gestito in accordo col San Pio di Vasto. Cioè sarà quello di Vasto.
A Termoli «è mantenuta la Cardiologia con l’Emodinamica» ma pure in questo caso il programma operativo del commissario della sanità Angelo Giustini e della sub Ida Grossi prevede «accordi di collaborazione con l’Asl di Chieti». Quindi, chissà. In linea di principio il piano dei commissari contrasta con quello della rete ospedaliera dell’Abruzzo che ha messo nero su bianco la «ventilata disattivazione» dell’Emodinamica del San Timoteo. Una spia importante, serve a capire l’aria che tira, le intenzioni e le mire.
Per il resto, il servizio sanitario che viene fuori dalla bozza di programma operativo 2019-2021 inviata ai ministeri dell’Economia e della Salute in vista del tavolo tecnico di giovedì di ‘regionale’ ha molto meno rispetto al Pos 2015-2018, pure molto contrastato e attaccato.
Andiamo subito al dunque, a uno dei motivi per cui quel piano era contestato: il Neuromed. Fece assai rumore, e non solo visto che è stato impugnato davanti al Tar e al Consiglio di Stato (ma al vaglio della giustizia amministrativa è passato indenne), il protocollo per cui nella gestione dell’ictus l’Irccs di Pozzilli era centro di riferimento per il Molise. Per il dm 70, il Molise non ha i numeri (600mila abitanti) per avere un Dea di II livello che garantisca anche la neurochirurgia (e la cardiochirurgia). Il Pos di Frattura e l’atto aziendale emanato dall’Asrem prevedevano l’intesa siglata poi dall’ex dg Sosto con il Neuromed. Prestazioni anche in teleconsulenza e trasferimenti a Pozzilli dei pazienti non trattabili a Campobasso. Un quadro che è cambiato già questa estate, col rinnovo si è fatto un passo indietro per condizioni che riguardavano anche il Neuromed.
Come funzionerà col piano operativo di Giustini? Al Neuromed saranno trattati solo gli ictus emorragici che arrivano al Veneziale di Isernia. Per quelli afferenti al Cardarelli di Campobasso si andrà al Rummo di Benevento, infine da Termoli agli Ospedali Riuniti di Foggia.
Nell’ospedale pubblico più importante del Molise, inoltre, sarà presto attivata la stroke unit e il trattamento trombolitico per l’ictus ischemico. Sarà di primo livello. Per i casi più difficili, riferimento ancora una volta il Rummo di Benevento.
Stessa logica, quella del Balduzzi senza eccezioni, per la rete del trauma. Campobasso è hub di I livello, i traumi più complessi finiranno al Cardarelli di Napoli, i bimbi politraumatizzati gravi al Santobono. Solo il trauma cranico più grave potrà essere curato al Neuromed.
Dunque, le reti tempodipendenti dipendono dalle altre Regioni, a cui il Molise pagherà le prestazioni che non riesce ad erogare. Lo prevede il Balduzzi, si chiamerà comunque mobilità passiva.
Passando all’infarto, la rete per le emergenze cardiologiche è imperniata sull’ospedale di Campobasso – che ha ruolo di hub anche per la presenza di Chirurgia vascolare – mentre la Gemelli Molise Spa entra in gioco per la competenza cardiochirurgica.
Il resto è più o meno già noto. Agnone diventa ospedale di comunità, come sono già Venafro e Larino. In più avrà solo, per la posizione geografica, un’area di atterraggio dell’elisoccorso.
A proposito di questo, avverte il piano: «Gli standard previsti dal dm 70 non consentono alla Regione Molise di dotarsi di un autonomo servizio di elitrasporto, ma ai sensi dello stesso decreto occorre attivare sinergie di intervento tra le diverse Regioni». Ancora il Balduzzi. La convenzione è prevista con l’Abruzzo «che mette a disposizione eliambulanze, con relativo personale tecnico e sanitario, dalle basi di Pescara e L’Aquila».
Di autonomo, che sia il Balduzzi a imporlo o i commissari esterni inviati dal governo gialloverde e in particolare dell’ex ministro 5s Grillo a non volere diversamente, nella sanità molisana sta rimanendo ben poco.
E sarà interessante capire le reazioni e i commenti di sindaci e comitati quando, dopo il 21 novembre, i commissari porteranno la bozza nelle sedi istituzionali e sul territorio per la ‘condivisione’.
rita iacobucci

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