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Il cellulare di Solomon ‘riattivato’ nel casertano, è ancora giallo sulla scomparsa del 24enne

Il cellulare di Solomon ‘riattivato’ nel casertano, è ancora giallo sulla scomparsa del 24enne

Ancora nessuna traccia di Solomon, il 24enne di origini ghanesi residente a Campolieto, di cui non si hanno notizie da sabato scorso. Ieri il segnale del cellulare del ragazzo, irreperibile dalla scomparsa, pare si sia agganciato ad una cella nell’area di Castelvolturno, nel casertano.
Il giovane, molto apprezzato per i suoi modi gentili dall’intera comunità, è in Molise dal 2011. Arrivato a Campolieto, è stato accolto in un centro per minori non accompagnati. Fin da subito si è dato da fare eseguendo diversi lavori, dalla raccolta delle olive alla fornitura della legna.
Una volta maggiorenne – e dopo aver racimolato qualche risparmio – ha poi acquistato una casa nel piccolo comune molisano ed è riuscito anche ad inviare alla sorella, rimasta in Ghana, i soldi necessari per affrontare una delicata operazione. Nell’ultimo periodo aveva preso la decisione di trasferirsi sulla costa abruzzese, nei pressi di Montesilvano, dove aveva trovato impiego come cameriere. In Molise, qualche giorno fa, era tornato proprio per sbrigare le pratiche burocratiche relative al permesso di soggiorno, in scadenza il prossimo giugno.
Intanto in paese cresce l’apprensione. Solomon, infatti, è benvoluto da tutti e non ha mai dato segnali di instabilità o creato problemi di alcun tipo. Anche la sindaca del Comune di Campolieto, Annamaria Palmiero, lo descrive come «un ragazzo molto apprezzato dalla comunità, un gran lavoratore e una persona molto devota». Poco prima della sua scomparsa, infatti, si era recato nella chiesa del paese. Secondo indiscrezioni, però, pare che, proprio durante la celebrazione della messa, abbia avvertito un malore, una sorta di attacco di panico. La sera si è poi recato a casa. Intorno alle 22.30 un’anziana vicina ha udito delle grida che intimavano il ragazzo di aprire la porta. Poi il silenzio.
Nessuno ha visto chi fosse e non è detto che l’episodio si possa ricollegare alla sua scomparsa. Quello che invece fa riflettere è che la porta di casa sua era aperta mentre il vetro della finestra è stato danneggiato, come se qualcuno l’avesse preso a pugni.
Le ricerche, come da prassi, sono scattate dopo 48 ore dalla scomparsa. I carabinieri lunedì hanno lanciato l’allarme coinvolgendo anche Vigili del fuoco, 118 e Cnsas. Ieri, però, dopo che il suo cellulare, anche se per poco tempo, è stato riattivato, le ricerche sono state sospese. Si pensa infatti che il giovane possa essersi allontanato volontariamente anche se restano dubbi su cosa l’abbia spinto a lasciare Campolieto, senza documenti e denaro. «Siamo tutti in attesa di sapere se sta bene», le parole di speranza della sindaca Palmiero.

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