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Encomi e onorificenze à gogo, Trenta finisce di nuovo nella bufera

Encomi e onorificenze à gogo, Trenta finisce di nuovo nella bufera

Evidentemente è il suo momento. E non in positivo. Dopo lo scandalo dell’alloggio in centro a Roma pagato a poco più di 150 euro al mese – appartamento ceduto al marito ufficiale dell’Esercito Claudio Passarelli e restituito una volta che il caso scoperto dal Corriere della Sera è esploso sulla stampa e negli ambienti 5s – l’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta torna in ‘cronaca’ per una gestione assai generosa nei mesi in cui era a capo del dicastero.
Stavolta l’ex ministro, con frequentazioni familiari e amichevoli a Campobasso dove vivono i parenti del marito -, è oggetto di un’inchiesta uscita ieri sul Foglio: 130 tra encomi, onorificenze e privilegi ai fedelissimi in meno di 15 mesi di mandato. Un record, quello ricostruito da Massimo Solani. L’articolo si intitola “Condominio Trenta”, perché dà conto anche di amici stretti «collocati nello stesso condominio, a pochi metri dal cuore di Roma e a pochi euro».
Uno su tutti, riporta il Foglio, il suo fedelissimo addetto stampa, su cui si concentra parte dell’inchiesta: il colonnello Francesco Greco, titolare di un master alla Link University dove insegna la Trenta. L’ufficiale avrebbe ottenuto casa, encomi e riconoscimenti in poche settimane. Greco ha mantenuto il suo ruolo anche col governo Conte bis, nel gabinetto quindi dell’esponente Pd Guerini.
Anche altri “militari grillini” compaiono nel dossier del Foglio che lascia intuire nuove ‘puntate’ in arrivo sull’ex ministro Trenta.
Infodifesa, portale di informazione per il comparto Sicurezza e Difesa, non nasconde che nell’ambiente c’è sconcerto: «Il dicastero potrebbe tornare al centro di nuove inchieste nei giorni avvenire e questo non depone a favore dell’immagine del nuovo ministro Guerini e del Ministero stesso. La Difesa è un’organizzazione basata su sacrificio di donne e uomini che, tutti i giorni, mettono a rischio la propria vita per il Paese, senza privilegi o encomi. È nostro dovere ricordare e continuare a tenere alta l’attenzione sul nostro comparto».

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