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La Cgil chiede l’abolizione del ticket sanitario

La Cgil chiede l'abolizione del ticket sanitario

E’ la sanità l’argomento principe dell’azione della Cgil, con il sindacato impegnato in questi giorni su più fronti, tra cui quello del rinnovo delle rappresentanze sindacali proprio in ambito sanitario, ma in generale negli enti pubblici e parastatali.

Per appellarsi ai lavoratori, che vadano a votare nonostante in qualche ambiente ci sia chi prova a remare contro, ma anche per mettere sul tavolo proposte e iniziative il segretario Sandro Del Fattore e la responsabile della Funzione pubblica Susanna Pastorino hanno voluto promuovere un incontro in cui fossero due esponenti di spicco a rendicontare su quanto sta avvenendo in Italia e in Molise.

Il segretario nazionale della Fp Cgil Fabrizio Rossetti e la responsabile della sanità Francesca De Ruggeriis hanno tracciato un quadro nero, in cui la Riforma del Ministro Madia non contempla le esigenze per i cittadini e non tiene minimamente conto del reparto salute e in cui la politica regionale e nazionale hanno determinato conseguenze nefaste.

Nove milioni di persone si sono allontanate dalle cure perché non ce la fanno a pagare il ticket – ha spiegato Francesca De Ruggeriis – in Molise, tra gli altri, avete quello più alto d’Italia e il problema delle liste d’attesa. Questo produce una migrazione verso il privato e in quel settore i costi sono inferiori, ma soltanto perché si ripercuotono sui lavoratori e sul precariato”.

Proprio in merito ai precari, nel corso dell’incontro tenutosi nella sede della Cgil di via Mosca a Campobasso è stata annunciata un’importante novità: alle elezioni delle Rsu dei 2-3 e 4 marzo prossimi potranno votare anche i precari e gli stessi potranno essere eletti.

Dura col Governatore Frattura la Pastorino, che tra le varie proposte ha avanzato quella dell’abolizione del ticket.

“Il nostro presidente preferisce il silenzio al dialogo”, ha detto, ricordando i fallimenti succedutisi in otto anni, ovvero dall’entrata in vigore del piano di rientro.

Infine altre proposte: potenziare l’ospedale Cardarelli e anche i presidi periferici.

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