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Istigava al terrorismo, il giovane somalo resta in carcere

Dopo le dichiarazioni frammentarie rese nei giorni scorsi al suo legale d’ufficio, finalmente ha parlato. Il 22enne somalo fermato tre giorni fa dalla Questura di Campobasso per istigazione al terrorismo ha dato la sua versione dei fatti e respinto al tempo stesso le accuse rispondendo alle domande del gip del Tribunale di Larino Daniele Colucci. L’udienza preliminare che si è svolta stamattina nel carcere di Larino, alla presenza del sostituto procuratore frentano, Federico Carrai e di due interpreti, uno di lingua inglese e l’altro di lingua araba, è iniziata alle 9.30.

In arabo ha detto di non essere un Imam, ma “uno di quelli che si poneva di fronte agli altri musulmani e leggeva il Corano” come avveniva all’interno della struttura di accoglienza per migranti di Campomarino. Il giovane ha spiegato il suo comportamento anche in riferimento agli stralci di intercettazioni telefoniche e in modo particolare ha negato la sua particolare “attenzione” verso Roma e la stazione Termini.

Poco prima delle 14, la decisione del giudice: resterà in carcere.

Tutti i dettagli domani su Primo Piano. 

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