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Quote rosa, il prefetto invita Sorbo a rispettare la legge

sindaco sorbo rimane solo

Il sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, a quanto pare non starebbe rispettando la normativa vigente inerente alle cosìddette “quote rosa”. Ovvero: nell’esecutivo non è garantita la proporzione uomo-donna. Il gentil sesso è infatti rappresentato solo dall’assessore Angelamaria Tommasone. Questo stato di cose è stato più volte contestato dalla minoranza consiliare, segnatamente dal capogruppo di “Venafro che vorrei”, Alfonso Cantone. Polemiche politiche strumentali? Non proprio se è vero come è vero che ieri il prefetto di Isernia, Fernando Guida – definito dal sottosegretario Gianpiero Bocci “uno dei migliori prefetti in Italia” -, ha scritto nero su bianco un ‘richiamo’ al primo cittadino. Nello specifico, con una elegante formula diplomatica, Guida ha ufficialmente chiesto ad Antonio Sorbo di voler rendere conto alla Prefettura “sull’attività svolta al fine di garantire il rispetto della normativa sulle cosìddette ‘quote di genere’”.
Del mancato rispetto della legge Delrio erano stati interessati sia la commissione comunale Pari opportunità che la consigliera regionale di Parità, ma né Adriana Iannacone né Giuditta Lembo hanno mai prodotto qualcosa di concreto per riportare l’amministrazione comunale di Venafro sulla retta via. Nella nota inviata al sindaco Sorbo, Guida ha evidenziato che, secondo la legge 7 aprile 2014, numero 56, “nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico, tenendo conto che, nel calcolo, deve essere computato anche il sindaco, come chiarito dal Ministero dell’Interno con circolare del 24 aprile 2014”.

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