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Si riaccende lo scontro nel centrodestra, Mancini a testa bassa contro Iorio

Si riaccende lo scontro nel centrodestra, Mancini a testa bassa contro Iorio

Legittima l’operato del tavolo che «bene ha fatto a riunirsi con largo anticipo».
Professa l’unità del centrodestra «che deve essere inclusivo ed attrarre anche le forze civiche».
Ma Giovancarmine Mancini incontra la stampa soprattutto per rispedire al mittente l’accusa di fughe in avanti e la presenza di una regia occulta per favorire Frattura.
L’esponente di Movimento nazionale per la sovranità non è un pupazzo nelle mani di Patriciello. Né lui, né i suoi alleati. E sottolinea che sono altri a fare accordi sottobanco.
«Iorio fa il doppio gioco», rimarca nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri mattina a Campobasso, alla presenza del componente della direzione nazionale Alessandro Galuppo e di Flora Pietra della segreteria provinciale di Isernia.
L’ex governatore sarebbe consociato col centrosinistra – è la versione di Mancini – perché starebbero preparando «una leggina ad hoc che portando lo sbarramento al 10% permetterà ai candidati governatori che arriveranno quarti o quinti, come sarà per Iorio, di entrare comunque in Consiglio».
Sospetto già avanzato dall’alleato Tiberio di Idea e ripreso con forza da Mancini che sottolinea di avere un percorso politico coerente che non gli permette di fare inciuci.
Nel mirino dunque c’è Michele Iorio, ma anche chi negli anni di governo Frattura non avrebbe fatto opposizione. Li definisce ‘gli intoccabili di sempre’ «scienziati della situazione – dice – che tornano alla ribalta per continuare a vegetare sulle spalle del contribuente molisano».
Il Movimento creato dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno lavora invece a un progetto nuovo «un centrodestra inclusivo che apra alle forze sociali e ai movimenti civici e che vada oltre gli steccati ma che sia credibile e soprattutto rinnovato».
Rinnovamento che per Mancini deve iniziare dal candidato governatore che «deve sapere di politica perché non basta solo essere della società civile». Non sarà lui a rappresentare la coalizione nonostante faccia politica da quando aveva 12 anni e spiega che ci sono diverse persone con le caratteristiche giuste. Nell’ambiente il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Vincenzo Di Giacomo, presidente del Tribunale di Isernia e numero uno dell’associazione magistrati.
«Presto – chiosa – presenteremo con rinnovato vigore l’uomo giusto all’elettorato molisano».
pierluigi boragine

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