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Maltrattamenti sugli animali, per fortuna non siamo tutti uguali

Maltrattamenti sugli animali, per fortuna non siamo tutti uguali

Sulla home di Facebook dei molisani e sui principali giornali locali online, circola da un paio di giorni l’agghiacciante notizia di un 85enne che ha legato e trascinato per metri il proprio cane con l’auto fino ad ucciderlo. L’uomo, un cacciatore di Larino al quale era già stato ritirato il porto d’armi, si è giustificato affermando di aver messo il cane nel portabagagli ma di non ricordare di averlo legato. Nel tragitto il bagagliaio si sarebbe aperto e il cane quindi, provando a scendere, sarebbe rimasto intrappolato nella corda. Alcune testimonianze di concittadini che hanno assistito alla scena smentiscono che si tratti di un “incidente” e affermano che l’uomo avrebbe intenzionalmente legato e trascinato il povero bracco che, allo stremo delle forze e dopo centinaia di metri di corsa irrefrenabile, ha ceduto. L’anziano è stato dunque accusato di maltrattamenti e la vicenda è ora al vaglio degli inquirenti.
Inevitabile l’ira che si è scatenata sui social dopo la pubblicazione della vicenda. Commenti di rabbia e indignazione campeggiano sotto i post della notizia che sta attirando anche l’attenzione di diverse associazioni animaliste. Purtroppo di scene così violente, che di umano hanno ben poco, ne avevamo già viste diverse in passato.
Basti pensare a quante volte, ancora oggi e in un mondo fatto di persone così “erudite”, si sente parlare di abbandono, di gente che butta, per liberarsene, intere cucciolate di cani e gatti nell’immondizia, di chi lascia senza acqua e senza cibo il suo fedele amico a quattro zampe su un balcone sotto il rovente sole estivo per giornate intere o di chi (notizia di qualche settimana fa avvenuta a Torino) decide di lanciare letteralmente la propria gatta da un auto in corsa scaraventandola in un bar. Per non parlare poi di pratiche mostruose, esercitate su animali indifesi, utilizzati come cavie per esperimenti scientifici o per test sui cosmetici. E poi il fenomeno del bracconaggio con la conseguente vendita illegale di avorio per quanto riguarda gli elefanti o ancora la famigerata corsa dei tori a Pamplona. Proprio parlando di tori, poco più di un mese fa, in rete circolava un video riguardante l’episodio accaduto a Fois, vicino Valencia. Nel video si riesce quasi a percepire il terrore che sta vivendo l’animale: alcuni partecipanti, durante una festa del paese, decidono di tirare il toro per la coda. Non trovando la scena abbastanza divertente, tra una risata e l’altra, danno fuoco alle corna del povero animale che, impazzito, decide volontariamente di togliersi la vita andandosi a schiantare contro un palo dell’arena. Secondo gli organizzatori l’animale non avrebbe sofferto.
Ecco, viene da pensare che in un mondo così fa quasi paura vivere. Pensare che la violenza umana non abbia limiti fa davvero rabbrividire. Ma per fortuna, come per ogni cosa, c’è un altro lato della medaglia.
Ci sono persone che amano e proteggono gli animali e che del loro benessere e della loro salute ne fanno, più che un lavoro, una missione di vita.
A Campobasso, a dar voce ai nostri amici a quattro zampe, c’è ad esempio Roberto Colonna, delegato molisano per l’Eital, l’Ente Italiano per la Tutela degli Animali e la Legalità.
Roberto come molti altri volontari, si sta prodigando affinché il terribile gesto di violenza gratuita avvenuto a Larino non passi inosservato: «Siamo una delegazione dell’Eital, ente a tutela degli animali con sede a Bologna. Ci occupiamo di adozioni, sia dei cani in canile sia dei randagi e cerchiamo di far rispettare le leggi e di ostacolare quanto possibile il maltrattamento sugli animali. La nostra attività è di volontariato, ognuno di noi ha una famiglia o un lavoro. Personalmente ho iniziato a fare volontariato circa 6 anni fa perché amo gli animali in maniera spropositata e ci tengo a far rispettare le leggi nei loro confronti. Viviamo in un paese civile, esistono, fortunatamente, delle leggi a protezione degli animali ed è giusto che vengano rispettate. In Eital ho trovato valori, sincerità, trasparenza e tanto entusiasmo! Confidiamo di poter cambiare le cose o per lo meno di iniziare un cambiamento.
Per quanto riguarda l’episodio di Larino stiamo preparando un esposto in Procura e successivamente vorremmo costituirci come parte civile. Anche se, purtroppo, data l’età avanzata, il cacciatore non rischia molto. Vi terremo aggiornati».

SL

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