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Isernia in prima linea contro la violenza nel segno di Stefania

La poesia di Adonis, uno dei più importanti intellettuali del mondo arabo, accompagna il ricordo di Stefania Cancelliere. «Dopo che la rosa si è arresa al sole che è appassita, il vento ha ereditato la polvere d’oro, la terra dice a proposito dei suoi resti: ecco, il mio canto è ritornato a me», queste le parole impresse sul muro della memoria e che da ieri appaiono stampate all’esterno dell’auditorium ‘Unità d’Italia’, come perla sull’opera d’arte realizzata da Alaniz, il writer argentino che ha disegnato il primo murale di Isernia. Stefania, donna originaria del capoluogo pentro, morta a 39 anni per mano del suo ex marito, è diventata un simbolo. Quello della voglia di tutta la comunità di lottare perché episodi di tale brutalità non accadano più. La città ha gridato il suo ‘basta’ alla violenza nel giorno dedicato a livello mondiale alle donne e al contrasto dei crimini di genere. «Nel 2017 sono state 114 le vittime, un numero impressionante e noi abbiamo voluto esserci in questa battaglia», ha detto il sindaco Giacomo d’Apollonio prima di scoprire la targa commemorativa di Stefania Cancelliere, evento voluto fortemente dalle associazioni ‘Ti amo da morire onlus’, ‘dMake’, dalla designer Michela Lombardi e patrocinato dal Comune.
Nonostante la pioggia, tante persone, con il loro silenzio e con la loro sensibilità hanno voluto esserci. Per far capire quanto la partecipazione sia necessaria nell’amplificare un messaggio che deve essere positivo e che deve sempre mantenere in primo piano le vittime. Donne tradite da amori malati che hanno visto interrompere il loro viaggio in maniera improvvisa e drammatica. «Ora guarderò le cose belle due volte. Lo farò anche per te. Non mi arrenderò all’odio e correrò il rischio di essere felice», il commovente messaggio di Livio Cancelliere, trascritto in una lettera in cui la sua voce si è unita a quella della sorella.
La famiglia della 39enne isernina non ha potuto essere presente, ma ha ringraziato i promotori dell’iniziativa, sottolineando quanto, con questa serata, il legame alle loro radici si sia rafforzato ancora di più.
«La famiglia ha accettato di buon grado questa proposta – ha detto Serenella Sestito, presidentessa di ‘Ti amo da morire’ -. Con grande delicatezza mi hanno lasciato ‘carta bianca’, quindi ho scelto una frase che per il fratello rappresenta Stefania. Ne hanno passate tante e seppure non sono stati qui fisicamente, la loro presenza si sentiva. Bisogna incrementare l’informazione e il supporto per combattere le situazioni di violenza. Noi ce la mettiamo tutta con la nostra associazione e per questo ho partecipato anche a un convegno a Roma, proprio su questi temi».
Il primo cittadino ha evidenziato la necessità di essere sempre in prima linea per combattere fenomeni di questo genere, a tutti i livelli.
«Dobbiamo uscire da una cultura antica e retrograda – ha detto -. Ci sono dei crimini così aberranti su cui non dobbiamo far altro che riflettere e dare un contributo per andare avanti. Ricordiamo una figlia di questa terra che è stata vittima di una ferocia assurda e ora Stefania Cancelliere è un po’ un simbolo della città. Su questi aspetti non si può arretrare di un millimetro. Oggi (ieri ndr.) siamo a un punto di arrivo, dopo tanto tempo trascorso a mettere in campo qualcosa di importante. Ringrazio gli amministratori che si sono dati da fare, le associazioni, l’artista Alaniz e le tante persone che ci hanno aiutato, permettendo di contenere i costi».
Particolarmente soddisfatto il consigliere Nicola Moscato, tra i primi a lavorare fortemente per realizzare il murale e l’intera rassegna di eventi inaugurata ieri.
«È stata una giornata epocale per Isernia – il suo commento -. Le associazioni che hanno contribuito al progetto ‘FermArti’, unitamente all’amministrazione comunale, hanno dato risalto a una delle piaghe più grandi che la civiltà moderna sta attraversando, cioè quella del femminicidio. Una lotta che va avanti ogni giorno, in modo sempre più forte È stato un segno, da parte del Comune voler dedicare un’intera rassegna. Questo perché non si può trattare una problematica così delicata in una giornata sola, infatti verrà analizzata con altri eventi anche nelle prossime settimane».
Valentina Ciarlante

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