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Tunnel di Termoli, Mandrile sigla l’ultimo atto: la parola ora passa ai consiglieri

Tunnel di Termoli, Mandrile sigla l’ultimo atto: la parola ora passa ai consiglieri

Il progetto del Tunnel imbocca la fase finale. Alle spalle ormai la deliberazione mini-condizionata della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’amministrazione Sbrocca tira dritto e cerca di accelerare su una procedura della quale si è rammaricata di aver perso tempo per l’ostruzionismo della Soprintendenza e del Mibact. Non è escluso, anzi, è probabile, che la maggioranza voglia archiviare i passaggi formali nella sessione di bilancio. Per questo, il presidente della IV commissione Lavori pubblici ha convocato in seduta congiunta i componenti della IV e della III commissione (Urbanistica) per esaminare proprio il progetto del Tunnel. Seduta in calendario giovedì alle 10. In merito fulmineo il post su Facebook del portavoce del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale Nick Di Michele, «Sbrocca & Co. hanno fatto il primo passo. Convocate la IV e la III Commissione, Lavori pubblici e Urbanistica. Vi ricordo che le Commissioni sono aperte al pubblico. Vi chiedo di esserci», la nota del pentastellato. In serata, infine, arriva anche il documento che sarà al centro delle Commissioni, la determina finale a firma del Rup, Livio Mandrile, che evidenzia l’accoglimento delle osservazioni in sede di Palazzo Chigi. I Comitato No Tunnel sono pronti a due ricorsi, il primo contro l’atto del Governo e il secondo contro proprio la determina di Mandrile. Ripercorriamo l’iter del progetto. il Rup, con atto dirigenziale n. 90 del 9 novembre 2017, ha assunto motivata determinazione di conclusione positiva della conferenza di servizi decisoria ex art. 14-quater della legge n.241/1990, indetta in forma simultanea e sincrona per l’approvazione del progetto di finanza per la “Realizzazione di un sistema integrato per la viabilità e mobilità sostenibile del Comune di Termoli-Tunnel di raccordo stradale tra il porto di Termoli e il lungomare nord con parcheggio multipiano interrato al di sotto di piazza Sant’Antonio e recupero funzionale dell’area denominata Pozzo Dolce”, entro i limiti e nel rispetto delle prescrizioni contenute nei pareri e negli atti di assenso espressi dalle autorità conferenti. Parere favorevole, con prescrizioni, da: Regione Molise, Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Campobasso (ufficio prevenzione incendi), Azienda sanitaria regionale, Capitaneria di porto di Termoli, Agenzia del Demanio (Direzione regionale Abruzzo e Molise), nel mentre la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Molise aveva espresso un atto di dissenso. il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, in relazione all’atto di dissenso qualificato della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Molise all’interno della citata conferenza di servizi, ha proposto opposizione al Presidente del Consiglio dei ministri, pervenuta in data 21 novembre 2017 all’Ufficio di Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per il coordinamento amministrativo. Due riunioni interlocutorie, il 4 dicembre e il 9 gennaio, non hanno sortito alcun effetto. Con la palla mandata in mano al Consiglio dei Ministri. Il legale rappresentante ed i tecnici del Comune di Termoli, durante gli incontri interlocutori avuti con i rappresentanti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del Molise, si sono impegnati ad esaminare le richieste di modifica avanzate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, aderendo sostanzialmente, tra le diverse soluzioni indicate, alla proposta di riprogettare il fronte mare con lo studio di una soluzione in grado di riproporre un effettivo pendio inverdito della scarpata sottostante piazza Sant’Antonio. tra le proposte esaminate nel corso degli incontri con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Comune ha assentito sulla seguente: “sostituzione della facciata costituita da finestrature e balconate continue schermate da struttura a graticcio rinverdita – nel tratto sottostante l’affaccio della piazza Sant’Antonio – con una struttura che, pur anteposta e sovrapposta agli ambienti interni, supporta, con pendenza o scarpa analoga a quella attuale, un substrato di terriccio fertile di adeguato spessore, piantumato con vegetazione arbustiva; struttura che, nella sua estensione lineare, presenta tre “asole” verticali in cui sono allocati gli affacci degli ambienti interni e nella realizzazione, nella parte basamentale della stessa, di un muro continuo rivestito in pietrame a faccia vista, di tipo tradizionale sia per modalità di posa in opera che scelta del materiale, interrotto, in corrispondenza delle predette asole, dall’uscita del tunnel e dagli ingressi ai locali commerciali”. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, pur riconoscendo che la soluzione assentita dal Comune fosse migliorativa rispetto al progetto iniziale, nel corso della riunione del 9 gennaio 2018 ha ribadito il proprio dissenso, non consentendo così di raggiungere l’intesa di cui al comma 6 dell’art.14-quinquies della legge 241 del 1990 ed inducendo così l’Ufficio di Presidenza.
presso il Dipartimento per il coordinamento amministrativo a rimettere la questione al Consiglio dei ministri. Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 16 marzo 2018, con la quale, a conclusione del procedimento di cui all’art.14-quinquies della legge 241 del 1990, ad litteram: “sono stati valutati gli interessi coinvolti nel procedimento, individuati, da un lato, nell’impatto che l’intervento produrrebbe sul paesaggio, come esposto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e, dall’altro, nella rilevanza del progetto, economica oltre che ambientale, per quanto attiene la riqualificazione dell’area interessata, che vedrebbe risolto il problema dell’eccessiva congestione per il traffico veicolare e il miglioramento della viabilità e dei parcheggi, con la creazione di una zona completamente pedonalizzata”; “anche alla luce dei miglioramenti apportati dalla soluzione da ultimo proposta, è stato ritenuto di considerare prevalente l’interesse alla riqualificazione del territorio, considerati i molteplici aspetti positivi dell’opera e le posizioni favorevoli, con prescrizioni, adottate in conferenza di servizi dalle amministrazioni coinvolte, nonché le ulteriori indicazioni fissate nel corso del procedimento dinanzi alla Presidenza del Consiglio dei ministri”. Di ieri, infine, la determinazione conclusiva, in uno al verbale della conferenza di servizi decisoria, alla determinazione n. 90 del 09/11/2018 e alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 16 marzo 2018, sostituisce, nella precedente determinazione dirigenziale n. 90 del 9 novembre 2017 le sole componenti progettuali in adempimento alle prescrizioni impartite dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri, e costituisce proposta di variante puntuale allo strumento urbanistico generale del Comune di Termoli, da sottoporre con il progetto così scrutinato a ratifica ed approvazione definitiva da parte del Consiglio comunale.

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