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Fischiato perché ha citato il Cav «Lo rifarei, lui ormai è storia. E gli sono grato per il sostegno»

Fischiato perché ha citato il Cav «Lo rifarei, lui ormai è storia. E gli sono grato per il sostegno»

Quando il centrodestra scelse lui per la corsa a Palazzo Vitale, quella notte, Berlusconi lo chiamò.
E poi in campagna elettorale il leader di Forza Italia ha presidiato il territorio, battendolo palmo a palmo. Perfino il sabato prima del voto era ancora in Molise.
Donato Toma parla dei fischi rimediati a Pontida. E dice: non me l’aspettavo, ma lo rifarei.
In un’intervista a firma di Monica Guerzoni sul Corriere, il presidente della Regione parla di quanto avvenuto domenica durante il suo intervento. «Mentre parlavo di Berlusconi è partito qualche fischio dal pratone e io, onestamente, non me lo aspettavo».
Per Toma l’ex premier è il «padre nobile del centrodestra». Lo ha citato «per aver fatto il famoso passo di lato a favore di Salvini. Ormai è storia e mi è sembrato doveroso ricordarlo. Io sono leale, lo avrei fatto anche per il leader leghista».
Più vicino a Forza Italia che alla Lega, ripeterebbe il suo intervento come lo ha fatto domenica mattina – «non penso che tutti i governatori avrebbero avuto il coraggio di farlo», rivendica -, intervento in cui, dice, «sono stato in grado di aggiustare il tiro, senza mai sminuire Berlusconi. Devo essergli grato, perché in campagna elettorale Forza Italia mi ha dato un sostegno fortissimo».
Toma resta «un appassionato di Berlusconi, per il suo moderatismo».
In futuro, afferma ancora nelle dichiarazioni al Corriere, vede «un centrodestra che abbracci tutti i partiti, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia» con Salvini leader e Berlusconi padre nobile. «A me non dispiacerebbe, io confido molto in Salvini. Se ci fosse un partito unico più moderato, che parli alla testa più che alla pancia della gente, potremmo avere risultati esaltanti per il Paese».
Al ministro dell’Interno, infine, Toma dà un consiglio: parlare alla pancia degli italiani va bene, ma al governo si deve concretizzate. «È fondamentale che il vicepremier si ispiri, per la sua leadership, a uno stile di governo e non più di protesta. Ecco, potrebbe essere questo il senso della mediazione di Berlusconi nell’ambito del centrodestra, per fare sintesi tra la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia».

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