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Isernia, parte la nuova era dell’Università nel centro storico

Il ritorno dell’Università nel centro storico di Isernia è sempre più vicino. C’è finalmente una data ufficiale che sancisce l’avvio della nuova fase dell’ateneo di Infermieristica nei locali del palazzo della curia vescovile. Mercoledì e giovedì 24 e 25 ottobre l’edificio diverrà sede del corso de ‘La Sapienza’ aprendo le porte ai ragazzi che stanno per completare il loro percorso di studi. La sessione di laurea infatti si celebrerà proprio in via Mazzini e l’evento servirà a dare un segnale circa l’obiettivo che si intende raggiungere con questo importante trasferimento. Il ‘processo’, che ha visto l’unione delle forze di Regione, Comune, Asrem. Curia e Sapienza, ha chiaramente il fine di concedere una struttura degna agli universitari che finora hanno seguito le lezioni nel piano seminterrato dell’ospedale Veneziale, ma anche di rivitalizzare un’area della città, quella storica appunto, che negli ultimi hanno ha subito spopolamento e chiusura di attività commerciali.
La notizia è stata resa nota dall’assessore regionale all’Istruzione Roberto Di Baggio tramite la sua pagina facebook.
«Tanti concittadini lo aspettavano da anni – le parole di Di Baggio – . Il centro storico della città torna a popolarsi dei giovani universitari che nei giorni del 24 e 25 ottobre prossimi potranno discutere le tesi di laurea nella splendida cornice del palazzo storico di via Mazzini. Un primo, importante risultato dopo mesi di lavoro, di incontri e sopralluoghi che hanno consentito di fare un passo avanti nel progetto più ampio di rilancio di questa zona della città, per troppo tempo abbandonata a sé stessa. La cerimonia di consegna delle pergamene ai nuovi laureati sarà un momento anche simbolico di consegna dei locali ai nuovi ragazzi che si sono immatricolati al corso di Laurea in Scienze Infermieristiche per l’anno accademico appena avviato e che a breve potranno finalmente seguire le lezioni in locali dignitosi e al centro della città».
L’esponente isernino della giunta Toma sin dal suo insediamento ha preso a cuore la vicenda, portando a termine un percorso che si era concretizzato al termine del mandato dell’ex governatore Frattura, con la firma di un accordo tra le parti. L’intesa prevede l’utilizzo da parte della Sapienza dell’immobile in comodato d’uso gratuito, per sei anni e i costi dei lavori di ristrutturazione e del canone di locazione a carico della Regione.
«Sono soddisfatto di questo primo traguardo raggiunto grazie a un proficuo lavoro di squadra, che si inserisce in un più ampio progetto di rilancio del centro storico – ha proseguito Di Baggio -, a beneficio delle attività commerciali e artigianali che resistono nel centro storico tra mille difficoltà, di tanti nuovi piccoli imprenditori e artigiani che, si spera, vorranno investire in nuove attività, restituendo vita e dignità ai tanti locali chiusi e abbandonati nei vicoli e nelle piazze. In questa occasione voglio ricordare la persona a cui va attribuito tutto il merito per essere stato l’ideatore e artefice del progetto di dotare Isernia del corso di laurea in Scienze Infermieristiche a Isernia, il compianto carissimo amico Giovanni Cefalogli, che ci ha creduto sin dal primo momento, ha costruito passo dopo passo quella che da un’idea è diventato un fiore all’occhiello per la nostra città, per cui è sentito e doveroso il mio ricordo e apprezzamento più accorato ed affettuoso».
Palazzo Jadopi. C’è un altro processo che a breve potrebbe subire un’accelerata ed è quello che conduce alla ristrutturazione di Palazzo Jadopi. Anche in questo caso si parla di un intervento atteso da anni e che periodicamente ritorna nell’agenda istituzionale visto lo stato di degrado e di abbandono in cui versa una delle strutture più antiche di Isernia. Ebbene l’assessore Di Baggio ha anticipato che il presidente Toma sta lavorando alacremente per arrivare alla riapertura.
«Ormai palazzo Jadopi ha catene e lucchetti quasi arrugginiti e necessita di importanti lavori di ristrutturazione e risanamento – ha concluso -, ma potrà essere destinato ad accogliere, presumibilmente, gli Uffici regionali, con ulteriore positiva ricaduta in termini di decoro urbano, attrazione turistica culturale e ripresa economica della nostra città».
Valentina Ciarlante

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