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Scuola di via Gramsci a Campobasso, c’è la diagnosi: ecco tutte le criticità

Scuola di via Gramsci a Campobasso, c’è la diagnosi: ecco tutte le criticità

I tecnici comunali sono al lavoro per analizzare i dettagli dello studio di vulnerabilità sismica sulla primaria di via Gramsci consegnato la scorsa settimana dagli ingegneri dell’Unimol. Solo al termine della verifica l’amministrazione – come ha annunciato il sindaco Battista – deciderà se trasferire gli alunni di Mascione, attualmente ospitati al primo piano dello stabile del quartiere Cep. Una struttura, come evidenziato dal professore Carlo Callari all’indomani della consegna, che presenta numerose criticità. Ecco nel dettaglio i problemi rilevati dagli esperti dell’ateneo molisano: «Lo studio della (assai carente) documentazione disponibile e il sopralluogo effettuato il 13 dicembre 2017 hanno evidenziato diverse criticità nell’edificio scolastico in esame. Fra queste, le più significative per la loro influenza negativa sulla risposta sismica della struttura sono la progettazione per sole azioni verticali. La costruzione dell’edificio può essere collocata fra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, quando il comune di Campobasso non era ancora classificato come sismico. Pertanto, il progetto fu sviluppato ai sensi di norme tecniche “non-sismiche”.
Travi forti e pilastri deboli: l’edificio in esame ha una configurazione strutturale cosiddetta “a travi forti e pilastri deboli”. È noto che in queste configurazioni, frequenti negli edifici progettati per sole azioni verticali, si è spesso osservata l’elevata vulnerabilità dei pilastri alle azioni sismiche. Nel caso dell’edificio in esame, i pilastri si rastremano fino ridursi a sezioni particolarmente esigue e sono caratterizzati da inadeguati quantitativi d’armatura. Inoltre, la rastremazione induce anche elevate eccentricità dello sforzo normale applicato sui pilastri.
Telai unidirezionali allineati lungo una direzione preferenziale. Un’altra tipica conseguenza della progettazione per soli carichi verticali è la presenza di telai unidirezionali, che nell’edificio in esame sono allineati soprattutto lungo la direzione est-ovest. Questa configurazione comporta, fra l’altro, il mancato confinamento dei nodi trave-pilastro. Si osserva inoltre che i solai hanno luci significative.
Irregolarità in pianta e in elevazione. Nonostante la pianta dell’edificio sia priva di significative rientranze e sporgenze, la struttura è più rigida lungo la direzione est-ovest, alla quale sono paralleli sia la maggior parte dei telai unidirezionali che la struttura della scala esterna. Si osserva anche che i (pochi) telai allineati in direzione nord-sud sono quasi tutti concentrati a ridosso del lato ovest dell’edificio, dove sono presenti anche delle pareti in c.a. Queste irregolarità in pianta comportano una significativa eccentricità tra il baricentro delle masse degli impalcati e il baricentro delle rigidezze, con conseguenti effetti torsionali. Una certa irregolarità è presente anche in elevazione, a causa della probabile presenza di fondazioni sfalsate in prossimità del lato ovest, di solai sfalsati (di 35 cm) appartenenti allo stesso impalcato del secondo piano, e della rastremazione dei pilastri ai diversi livelli.
Amplificazione sismica. Periodi dei modi di vibrazione e accelerazioni spettrali. Per il sito in esame si è ricavata un’elevata amplificazione sismica. Inoltre, dall’analisi modale si evince che ai periodi di tre dei primi quattro modi di vibrare corrisponde il valore massimo di accelerazione spettrale.
Finestre a nastro e pluviali nei pilastri. Lungo i prospetti dell’edificio sono presenti lunghe finestre a nastro (soprattutto al primo e al secondo piano). È noto come queste soluzioni favoriscano i meccanismi di rottura fragile per i pilastri. Un ulteriore motivo di vulnerabilità è la presenza di pluviali all’interno di alcuni pilastri
Con le analisi sviluppate nel presente studio si sono quantificati gli effetti di molte delle summenzionate criticità strutturali in termini di valori gravemente deficitari degli indicatori di sicurezza. Inoltre, la vulnerabilità dell’edificio in esame potrebbe essere ulteriormente incrementata a causa di probabili carenze nei dettagli costruttivi dei nodi trave-pilastro».
Alla luce dei risultati l’equipe suggerisce, come già fatto per le relazioni precedenti, due soluzioni alternative: «la prima, e ottimale, è la costruzione di un nuovo edificio scolastico in conformità alla vigente normativa in materia di sicurezza strutturale, efficienza energetica ed edilizia scolastica. La seconda è costituita dalla programmazione di interventi strutturali sull’edificio esistente.
Con riferimento a quest’ultima soluzione, si osserva che le Norme Tecniche 2018, appena entrate in vigore, prescrivono indici di sicurezza non inferiori a 0.6 per le scuole. Gli scriventi raccomandano che tali indici minimi siano adeguatamente documentati in fase di progettazione e di collaudo degli interventi di miglioramento. Si osserva inoltre che un indice di sicurezza di 0.6 per le scuole è approssimativamente equivalente a una vita nominale restante di poco superiore ai 10 anni.
Un intervento di miglioramento sismico dovrà essere comunque opportunamente motivato da un’accurata analisi costi-benefici, di tipo comparativo rispetto alla soluzione alternativa rappresentata dalla costruzione di un nuovo edificio scolastico. Questa analisi dovrà tenere conto anche dei rispettivi tempi di esecuzione, degli effetti sulla regolarità delle attività didattiche, degli aspetti urbanistici e del previsto tasso di natalità.
Nel caso l’amministrazione scegliesse la soluzione di un miglioramento sismico, si riportano nel seguito alcune raccomandazioni circa le attività da sviluppare a supporto della progettazione degli interventi strutturali: esecuzione di indagini integrative sull’edificio finalizzate ad acquisire informazioni su particolari costruttivi e armature ai nodi trave-pilastro; verifiche di resistenza di tutti i nodi trave-pilastro; Indagini integrative finalizzate al rilievo delle strutture di fondazione e a valutare la quota del piano di posa e i terreni interessati; esecuzione di indagini geotecniche integrative che comprendano una prova down-hole nelle immediate vicinanze dell’edificio, e sviluppo della relativa caratterizzazione geotecnica; esecuzione delle verifiche geotecniche e strutturali delle fondazioni. Verifica sismica delle pareti controterra lungo il lato ovest, tenendo in conto il probabile incremento di spinta dovuto alle fondazioni del nuovo manufatto adiacente; esecuzione di indagini integrative sull’edificio finalizzate alla migliore definizione di resistenza del calcestruzzo, armature delle travi; armature delle pareti in cemento armato; saggi finalizzati alla definizione completa del pacchetto tecnologico dei solai (elementi strutturali, armature, massetto e pavimentazione) e delle loro attuali condizioni, anche con riferimento al rischio di sfondellamenti; verifiche dei solai (non eseguite dagli scriventi per totale mancanza di dati); verifica sismica di tutti gli elementi non strutturali (tamponature, impianti, controsoffitti, ecc.) ai sensi della normativa vigente; indagini sui pilastri n. 8,12,22,26 che ospitano pluviali al loro interno, finalizzate a determinare dimensioni e ubicazione dei pluviali, nonché lo stato di conservazione degli elementi strutturali; calcolo del massimo spostamento sismico subito dal recente manufatto adiacente al lato ovest, al fine di verificarne la compatibilità con lo spostamento qui previsto per l’edificio in esame e la dimensione del giunto».
Va ovviamente tenuto conto che la struttura di via Gramsci ospita solo in via provvisoria gli alunni della Primaria visto che l’amministrazione ha già affidato i lavori per la costruzione della nuova scuola di Mascione. Dunque al termine della verifica è verosimile che il sindaco opterà per il trasferimento delle attività didattiche senza necessariamente prevedere un adeguamento simico dell’immobile.

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