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Deficit sanitario: leggero miglioramento, ma i conti sono ancora in rosso

Deficit sanitario: leggero miglioramento, ma i conti sono ancora in rosso

Ancora non siamo fuori dal tunnel. I conti della sanità molisana continuano ad essere in rosso «anche se ieri il Tavolo tecnico ha rilevato un leggero miglioramento sul disavanzo che si attesta intorno ai 15 milioni». La penultima rilevazione certificava invece un deficit da poco più di 20 milioni. Dal manager dell’Asrem Sosto poche battute al termine dell’incontro capitolino molto atteso visto lo stato comatoso in cui versa la sanità molisana.
E se il decreto Calabria ha scongiurato il blocco del turnover, la mancanza di medici e infermieri resta la grande emergenza nei nostri ospedali, la pressione fiscale invece viene confermata al massimo.
A Roma anche i commissari Giustini e Grossi che però continuano a mantenere il massimo riserbo sulle risultanze della riunione. E ieri una sentenza della Consulta ha forse blindato anche la loro permanenza in regione a capo della struttura commissariale. La Corte costituzionale infatti ha respinto il ricorso del presidente Oliverio, bocciando in toto le richieste della Regione Calabria e stabilendo che «spettava allo Stato e, per esso, al Consiglio dei ministri nominare il commissario ad acta e il subcommissario per l’attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria». La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 200/2019, ha dichiarato infondato, in ogni sua parte, il ricorso proposta dalla Regione Calabria contro la delibera con la quale il Consiglio dei Ministri ha nominato il nuovo commissario ad acta ed il subcommissario per l’attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario regionale.
Alla Consulta si è rivolto nei mesi scorsi anche il governatore del Molise che ha impugnato la nomina di Giustini e Grossi. Toma chiede ai giudici di pronunciarsi innanzitutto sulla legittimità della norma nazionale approvata dal governo gialloverde che stabilisce l’incompatibilità di carica tra quella di presidente della Regione e di commissario ad acta della sanità. Nel secondo ricorso invece il nodo che la Consulta deve sciogliere è sul conflitto di attribuzioni. Un terzo ricorso è stato presentato anche al Tar Molise.

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