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Non solo veleni, la sanità del Molise investe: sbloccati 21 milioni per elettromedicali

Non solo veleni, la sanità del Molise investe: sbloccati 21 milioni per elettromedicali

Dopo il 21 novembre, data del tavolo tecnico, i commissari della sanità andranno in Consiglio regionale per l’informativa che da tempo l’Assemblea legislativa chiede sul nuovo programma operativo e in generale sull’assetto che intendono dare al sistema.
L’impegno è stato preso col governatore Toma, Angelo Giustini e Ida Grossi dunque non intendono (ancora una volta) snobbare le richieste degli eletti di Palazzo D’Aimmo.
Dopo il 21 quindi la bozza di piano avrà probabilmente il timbro dei tecnici della Capitale. L’auspicio è che sia ancora discutibile altrimenti il confronto con territorio e istituzioni diventerebbe una mera notifica.
Preoccupazione per le indiscrezioni e sul ridimensionamento degli ospedali di Termoli e Isernia è stata espressa al capo segreteria del ministro Speranza dalla deputata 5s Rosalba Testamento, ricevuta insieme al portavoce di Isernia Mino Bottiglieri e ai rappresentanti del Forum Ottavio Balducci e Aida Trentalance. Allo staff di Speranza è stato consegnato una documentazione «fatta di dati, casi e situazioni concrete che dimostrano – spiega la parlamentare – la necessità di rilanciare il sistema sanitario pubblico molisano».
Intanto, la struttura commissariale ha avviato l’approvazione degli interventi previsti nel piano degli investimenti sanitari: il decreto da 105 milioni firmato dall’ex commissario Frattura il 26 aprile del 2018. Con il provvedimento firmato ieri, Giustini e Grossi prendono atto di quel decreto e approvano uno degli interventi, l’acquisto di attrezzature elettromedicali per un valore complessivo di 21.3 milioni (il 95% a carico dei fondi statali ex articolo 20 della legge 67/88 e per il restante 5% cofinanziato dalla Regione).
Si tratta di un elenco di macchinari che in parte sostituiscono quelli spesso osboleti che sono ancora in dotazione delle strutture dell’Asrem e in parte sono nuove installazioni, investimenti in tecnologia che l’azienda di via Petrella ha definito un anno fa insieme alla direzione Salute della Regione. Per esempio il robot Da Vinci per la chirurgia generale del Cardarelli di Campobasso. Costo stimato due milioni, è considerata la piattaforma più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente sul mercato. Ma pure Pet Tac per la Medicina nucleare, un angiografo per la Radiologia (sempre per l’ospedale regionale), una gamma camera (apparecchiatura per acquisire immagini scintigrafiche) per il San Timoteo di Termoli, apparecchiature portatili e touchscreen, monitor per distretti e reparti ospedalieri, strumentazioni nuove per gli esami specialistici, ma pure ambulanze, incubatrici per la terapia intensiva neonatale.
L’attesa è stata assai lunga, forse anche perché i fondi dell’articolo 20 sono tradizionalmente destinati a finanziare l’edilizia sanitaria, l’autorizzazione ministeriale per gli investimenti in tecnologie e macchinari ha richiesto qualche passaggio in più. Sostanzialmente, però, anche il piano da 105 milioni ha sofferto il ritmo lento con cui la struttura commissariale sta attuando anche provvedimenti e piani ereditati e già pronti.
Restando al tema eredità, circola una data – per ora solo un’ipotesi ma ci si sta lavorando – per l’inaugurazione della stroke unit al Cardarelli di Campobasso. Il reparto attualmente attivo al Veneziale di Isernia, da dicembre 2018 effettua la trombolisi, intervento salvavita per l’ictus che il Molise, unica regione in Italia, non effettuava. Esattamente un anno dopo, poiché la data individuata sarebbe quella del 2 dicembre, il trasferimento nell’ospedale regionale, baricentrico rispetto a tutto il territorio e in grado quindi di garantire gli stessi tempi di accesso alla trombolisi a chi vive a Venafro e chi invece a Termoli.

r.i.

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