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Montenero di Bisaccia, autovelox bollente sulla statale 16: pronti centinaia di ricorsi

Montenero di Bisaccia, autovelox bollente sulla statale 16: pronti centinaia di ricorsi

Comitato Pro Trignina in trincea per difendere gli automobilisti, non solo molisani. «Stanno partendo centinaia di ricorsi contro i verbali della postazione autovelox della Polizia municipale del comune di Montenero di Bisaccia sulla strada statale 16 in direzione Sud al km 525+410 – annuncia il presidente Antonio Turdò – in questi giorni l’ufficio di Presidenza sta predisponendo ed inviando diversi ricorsi alla Prefettura di Campobasso, area III, settore Depenalizzazione avverso ai verbali emessi dalla locale polizia municipale di Montenero di Bisaccia, provincia di Campobasso, alla kilometrica 525+410 della strada statale 16 in direzione Sud, rilevati con autovelox mobile modello Velomatic 512d. Intanto possiamo dire che siamo arrivati a quasi 2000 mila verbali emessi, tutti completamente abusivi ed illegittimi. Alcuni con sanzioni superiori a 500 euro ed addirittura a 800 euro ai sensi del 142 comma 9 bis. Stiamo aspettando che la prefettura di Campobasso di concerto con la Polizia Stradale di Campobasso concluda l’indagine conoscitiva per vedere confermate le nostre perplessità ed i nostri dubbi, che sono certezze conclamate, per i vari profili di illegalità che la postazione presenta e produce la nullità dei verbali suddetti. Attendiamo con ansia la depenalizzazione dell’intero periodo, che vuol dire dal primo all’ultimo verbale emesso in quella postazione ed a quella kilometrica, per poter avviare una messa in mora “per indebito arricchimento” da parte dell’Ente locale nei confronti di coloro che hanno pagato. Nei prossimi giorni coinvolgeremo anche le forze politiche presenti nel Consiglio comunale al fine di dare risposte amministrative serie e concrete ai tanti cittadini ed automobilisti. Speriamo in un’azione ardita ed orgogliosa a favore della legalità per i cittadini automobilisti, da parte della Prefettura di Campobasso, siamo da sempre convinti assertori che il Prefetto, rappresentante del Governo nel Territorio è e rappresenta un baluardo ed un caposaldo di legalità, fermezza e trasparenza sia verso i controllori delle strade, cioè le polizie municipali, sia verso gli utilizzatori delle medesime, cioè noi automobilisti che attraversiamo le strade del nostro Abruzzo e Molise». Ma non è finita qui. «Sempre incessante e continuo il nostro impegno a favore degli automobilisti nei confronti della Ica-Creset del Molise, per i fermi amministrativi emessi in conseguenza dei mancati pagamenti del bollo auto. In questi giorni molti automobilisti che hanno ricevuto sia i preavvisi di fermi amministrativi, cioè le ganasce fiscali, e sia gli avvisi di accertamento o le ingiunzioni da parte della Ica Creset Molise per conto della Regione Molise, vengono presso la nostra organizzazione per chiedere chiarimenti in merito al comportamento, da noi definito “assurdo e fuori controllo” nei confronti di molti automobilisti molisani. Noi confermiamo che abbiamo effettuato tutti i passi dovuti sia di ordine amministrativo e sia di ordine legale. Oggi restiamo a disposizione per predisporre e depositare le richieste di rateizzazione presso le sedi Ica Creset di Termoli o Campobasso, visto che la norma della legge 60/86 sia chiara ed esplicita, ma la magistratura sia amministrativa che civilistica dà ragione all’Ente regionale, a questo punto non resta che questa strada. E’ una grande ingiustizia che stanno subendo gli automobilisti molisani, anche alla luce del fatto che abbiamo depositato le richieste di annullamento ai sensi della legge 228/12 alle quali non avete risposto, venendo meno ad un principio basilare del rapporto ente –cittadino ormai consolidato nella norma e nella pratica, “ Il diritto di accesso è il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia, o di conoscere il livello di una pratica oppure un esito di una richiesta di annullamento alla pubblica amministrazione cui è indirizzata la richiesta di accesso agli atti”… ai sensi della legge 241/90».

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