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Al Veneziale di Isernia tagli e carenza di medici: troppe criticità per l’ospedale

Quale futuro per l’ospedale di Isernia? Un tema che resta strettamente attuale e che continua a preoccupare i cittadini. Tante, troppe le problematiche con cui il presidio sanitario è costretto a fare i conti da tempo. Ieri sera il personale del Pronto Soccorso ha proclamato lo stato di agitazione sotto egida sindacale. Una decisione assunta «visto il permanere delle criticità – evidenziano gli operatori -, più volte segnalate, relative alla carenza di personale, alla mancanza di posti letto per i ricoveri, alla necessità di trattenere i pazienti nel nostro servizio anche per giorni, senza avere una organizzazione per la degenza. Tutte cose che determinano una precarietà nell’assistenza ai pazienti e un notevole stress per i medici, infermieri e ausiliari».
E intanto per lunedì è prevista anche la chiusura della Stroke Unit del reparto di Neurofisiopatologia. Una notizia che per il Movimento 5 Stelle rappresenta «l’ennesimo scippo al territorio». Lo ha affermato il portavoce in Consiglio comunale Mino Bottiglieri. «La frittata – ha sottolineato – è ormai fatta se, come prevedrebbe il nuovo POS 2019-2021, nemmeno Campobasso riuscirà ad ottenere una centro di 2° livello, ma resterà semplicemente un centro di 1° livello. Anche perché presso il “Cardarelli” non è presente una unità di “neurologia interventistica” che è invece operativa, ad esempio, presso l’ospedale “Rummo” di Benevento».
Il trasferimento della Stroke Unit a Campobasso, ad avviso dei Cinque Stelle lascia immediatamente spazio «a innumerevoli disagi in capo esclusivamente ai pazienti del reparto che non sanno ancora come e dove continuare a seguire le terapie a cui sono sottoposti: si pensi alle terapie anticoagulanti o antiepilettiche che alcuni stanno effettuando presso il reparto di Isernia. Giova ricordare, a tal proposito, che il reparto è l’unico nel Molise ad effettuare la terapia “trombolitica” per i pazienti colpiti da ictus, oltre a trattare sia i casi di deficit neurologico ischemico sia emorragico. Ma da oggi in poi come verranno gestite le emergenze per tali patologie?». E ancora. «Al Pronto Soccorso di Isernia – ha evidenziato Bottiglieri – non sappiamo se sarà disponibile un neurologo e se presso tale presidio ci sia personale formato per operare con il sistema di “teleconsulto”, altra operazione costata centinaia di migliaia di euro e che rischia di diventare l’ennesimo sperpero di denaro. Resta, altresì, da evidenziare che con questa operazione viene allontanato un reparto, operativo per la gestione degli ictus, dal più vicino centro neurochirurgico che attualmente si trova presso il Neuromed di Pozzilli».
Una situazione che per il M5S appare davvero drammatica. «Parliamo di “terapie tempo-dipendenti” – ha detto ancora il consigliere comunale – e non di esami o interventi che possono essere programmati nel tempo. E a tal proposito, rileviamo che quasi nessuno dei molti Comitati per la Salute ha sollevato polveroni o innalzato barricate per cercare, quantomeno, di evidenziare i danni che tale scelta rischia di provocare sul territorio. E se la stessa Italian Stroke Organization afferma che “è stato dimostrato che la mortalità, il rischio di emorragie intracraniche e le disabilità permanenti diminuiscono in maniera significativa ogni 15 minuti giocati in anticipo sull’ictus” è ovvio che la scelta di smantellare il reparto – ha concluso – rischia di creare non pochi problemi per la gestione di tale patologia».

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