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Caracciolo, mission romana coi commissari: spiragli dal viceministro

Caracciolo, mission romana coi commissari: spiragli dal viceministro

Si aprono spiragli per il mantenimento dello status di ospedale di area disagiata. È quanto trapelato a margine dell’incontro avuto ieri a Roma al ministero della Sanità. Alla presenza del vice ministro Pierpaolo Sileri e dei commissari alla Sanità regionale, Angelo Giustini e Ida Grossi, il sindaco di Agnone, Lorenzo Marcovecchio e l’assessore del comune altomolisano, Edmondo Amicarelli, hanno ribadito l’importanza del presidio di montagna che rischia la trasformazione in ospedale di comunità.
«Il mantenimento dei servizi sanitari e un’offerta da potenziare per un’area interna la quale vive atavici problemi legati a trasporti e viabilità soprattutto durante il lungo periodo invernale – ha detto Marcovecchio – sono stati i temi al centro dell’incontro con Sileri. Il vice ministro, che conosce la nostra realtà per averci lavorato in passato – ha poi aggiunto il sindaco di Agnone –, si è detto disponibile ad impegnarsi affinché l’originale bozza del Pos venga rimodulata».
A Sileri, Marcovecchio e Amicarelli hanno consegnato il documento sottoscritto dai sindaci di zona, compresi quelli dell’alto Vastese, nel quale vengono rimarcate le necessità da ottemperare tra le quali un vero Pronto soccorso capace di garantire l’emergenza urgenza, il mantenimento del reparto di Medicina, laboratorio Analisi e Radiologia, la day surgery mai entrata in azione , nonché tutta una serie di ambulatori attualmente inesistenti o tagliati dall’Asrem.
«È stato un incontro molto propositivo dal quale usciamo fiduciosi e speranzosi di vedere quanto prima un Pos modificato e capace di soddisfare le esigenze di un ospedale quale il Caracciolo che tanto può dare alla sanità pubblica anche in termini di mobilità attiva – ha sottolineato il sindaco di Agnone -. Un grazie particolare sento di rivolgerlo al vice ministro e ai commissari che hanno ascoltato con interesse le nostre istanze, ma soprattutto il grazie va ai colleghi del territorio, compresi quelli abruzzesi, i quali hanno sposato senza remore la causa. Nelle prossime settimane – ha concluso Marcovecchio – non abbasseremo la guardia e monitoreremo costantemente la situazione affinché l’ospedale dell’alto Molise torni ad essere quel punto di riferimento su cui poter contare e che tante volte ha salvato vite umane». Adesso si attende che le parole e i buoni propositi vengano tramutati in fatti. Lo merita un territorio, ma soprattutto chi continua a viverci tra difficoltà di ogni genere, compreso quello di aver garantito il diritto alla salute.

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