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La Regione scivola su Campitello: si rischia di non aprire i battenti

La Regione scivola su Campitello: si rischia di non aprire i battenti

Il 30 settembre scorso la giunta regionale ha approvato gli interventi di manutenzione straordinaria delle seggiovie Piana e Del Caprio a Campitello Matese, nonché all’impianto di innevamento artificiale a servizio delle piste.
Il 23 novembre, l’aggiudicazione alla ditta Ccm Finotello di Pianezza in provincia di Torino. Un tempo relativamente breve, rispetto a quelli medi e mediamente lunghi della pubblica amministrazione. Un tempo che però mette a serio rischio l’apertura della stazione di San Massimo e quindi della stagione nell’anno in cui il Comune matesino insieme a Roccamandolfi è riuscito a farsi finanziare con il Cis Molise l’avvio di un progetto di investimento ambizioso, che vale 30 milioni, per ampliare le potenzialità turistiche di tutto il comprensorio.
L’azienda, infatti, ha 105 giorni di tempo per eseguire gli interventi – e si tratta di opere importanti per la sicurezza e la funzionalità degli impianti – e se li usasse tutti si arriverebbe a fine febbraio. Tanto vale mettere la parola fine, prima di avviarla, sulla stagione 2019/2020.
Di norma, questo tipo di manutenzione nelle stazioni sciistiche è effettuata in primavera. Non si capisce bene il motivo per cui la Regione Molise abbia tardato così tanto. Qualcuno parla della fusione in corso fra le partecipate coinvolte a vario titolo e in vario modo negli assetti proprietari e gestionali degli impianti. Di certo, intoppi burocratici hanno inciso su un comparto che fra diretti e indotto occupa 4-500 persone.
Una cosa è certa: amministratori e operatori turistici non ci stanno. I sindaci di San Massimo e Roccamandolfi, Alfonso Leggieri e Giacomo Lombardi, i rappresentanti di Dga Funivie Srl (società privata che gestisce gli impianti ma il cui contratto è in scadenza anche se si parla di una proroga di un anno), quelli degli hotel e strutture ricettive presenti a Campitello, della forza lavoro, degli sci club e dei maestri di sci si sono riuniti giovedì scorso e hanno firmato un documento inviato all’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Niro (i lavori sono stati affidati dal dipartimento Mobilità), al Rup e al direttore dei lavori nonché alla ditta e a Funivie Molise Spa (una delle tre società della Regione in liquidazione per le quali la giunta ha deliberato la fusione qualche settimana fa), al governatore Toma e al titolare del Turismo Cotugno.
Chiedono informazioni immediate sui tempi di esecuzione della manutenzione per la messa in esercizio delle seggiovie Piana e Del Caprio, in particolare se «tale funzionamento avverrà entro e non oltre il 24 dicembre, periodo altamente strategico per il nostro turismo invernale, in modo da scongiurare disservizi che procurerebbero danni ai diretti interessati e ragione di delusione per il turista, con evidenti ripercussioni negative per lo sviluppo territoriale».
Nel periodo da Natale all’Epifania, a Campitello si realizza almeno il 30-40% dell’intera stagione. Aprire più tardi sarebbe come non farlo affatto. Senza contare che alle strutture ricettive sarebbero già arrivate prenotazioni. E che gli operatori economici non resterebbero con le mani in mano di fronte a perdite evidenti.
Lontano dai fasti di un tempo, tuttavia la stazione ha riavviato un’attività dignitosa. Su cui le amministrazioni comunali di San Massimo e Roccamandolfi hanno basato l’idea imprenditoriale del progetto promosso dal Cis. Se quest’anno non si riuscisse ad aprire gli impianti, a gestire quindi quel poco di ordinario che c’è, il futuro da scrivere sarebbe diverso.
Per trovare il gancio di una beffa non bisogna guardare molto oltre, però. Solo lunedì il Consiglio regionale ha approvato il piano strategico del turismo. Appunto…

r.i.

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