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Carenza di medici a Isernia: il reparto di Ortopedia rischia la paralisi

È a tutti gli effetti un centro di eccellenza. Lo dicono i numeri e la professionalità con cui i pazienti vengono seguiti giorno dopo giorno, seppur tra mille criticità. Ma ora il reparto di Ortopedia del ‘Veneziale’ di Isernia è a concreto rischio paralisi. Sì, perché in assenza di risposte dai vertici dell’Asrem, sollecitate da mesi, a partire dal 10 dicembre non sarà possibile garantire la presenza di un ortopedico nel pomeriggio, durante la notte e i nei giorni festivi. I motivi sono legati alla carenza, ormai cronica, di medici. I professionisti in servizio, negli ultimi tempi, sono costretti a turni massacranti che spesso superano le 30 ore consecutive. Turni aggiuntivi che, tra l’altro, vengono retribuiti con estremo ritardo. Una situazione non più tollerabile determinata dal fatto che degli otto professionisti previsti dalla pianta organica attualmente sono in servizio il primario Enzo Bianchi e tre dirigenti medici. Tuttavia uno dei dottori in organico per problemi di salute non può essere reperibile. Non solo. Tutti hanno tutti maturato in media oltre 200 giorni di ferie non godute non potendosi assentare nell’arco dell’anno. Ma c’è di più. Per legge, infatti, i medici esposti a radiazioni devono fruire entro l’anno di 15 giorni di allontanamento dal servizio per il cosiddetto recupero biologico. Questo vuol dire che, a partire dal 10 dicembre, l’utenza dell’ospedale potrà contare sulla presenza di un ortopedico soltanto la mattina.
Di soluzioni, quando mancano pochi giorni all’ora ‘X’, non ne sono state prospettate. Eppure si tratta di un reparto che rappresenta un fiore all’occhiello della sanità pubblica molisana. I numeri parlano di circa mille ricoveri all’anno, 800 interventi e 5000 consulti ambulatoriali e in Pronto Soccorso negli ultimi dodici mesi. Con un bacino di utenza che oltre all’intera provincia di Isernia, comprende anche i centri del basso Lazio e del Casertano. Mancano i medici e una soluzione potrebbe essere rappresentata dai concorsi. Che però andrebbero banditi forse con una frequenza maggiore. Amara la considerazione del primario del reparto Enzo Bianchi, che ormai dallo scorso mese di giugno sollecita risposte che, però, dall’Asrem non sono mai arrivate. «Ci sentiamo abbandonati da tutti – ha affermato -, dalle istituzioni regionali e dal nostro datore di lavoro. Un’intera provincia, quella di Isernia è ormai abbandonata completamente a se stessa. Quello che chiediamo è di essere messi in condizione di poter lavorare».

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