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Rapina a Venafro, la banda ‘vicina’ alla camorra

Convalidati gli arresti dei tre malviventi eseguiti dalla Polizia di Stato l’altroieri a seguito della rapina perpetrata a Venafro.
Tra i ladri, come rivelato dagli agenti nel corso della conferenza stampa di ieri mattina, anche un uomo il cui congiunto risulta affiliato alla camorra. Insomma, un curriculum certamente non da sprovveduti quello dei componente della banda, peraltro tutti già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. La Questura ha divulgato le iniziali dei tre uomini arrestati grazie – come ha sottolineato il questore Roberto Pellicone – all’azione congiunta di Squadra Volanti, Squadra Mobile e sezione Stradale: si tratta di N. G. di anni 47, S. E. di anni 29 e P. C. di anni 44, tutti originari e residenti a Napoli e ritualmente riconosciuti dalla vittima e da un testimone.
Come detto, nel tardo pomeriggio di ieri si è conclusa l’udienza di convalida ai danni del gruppetto criminale accusato di rapina, lesioni aggravate e possesso di arnesi atti allo scasso in concorso. Della refurtiva – denaro e numerosi oggetti in oro – ancora nessuna traccia. Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il sospetto degli inquirenti è che la banda abbia agito a colpo sicuro, dopo aver studiato la zona e i movimenti e magari aiutata da qualche basista locale. Non è da escludere pure che i tre siano ricollegabili ad altri colpi messi a segno in precedenza.
Ricordiamo che il furto, poi trasformatosi in rapina, è avvenuto giovedì mattina prima di mezzogiorno in un appartamento posto all’ultimo piano di una palazzina del centralissimo viale Vittorio Emanuele III. I tre uomini si sono introdotti in casa, quando i proprietari erano fuori, ma poco dopo la figlia 19enne della coppia è rientrata e si è trovata di fronte tre energumeni. La giovane, spaventata, ha cominciato a urlare, tentando di scappare, ma i ladri l’hanno inseguita, spintonata per le scale, bloccata e colpita al volto con dei pugni. La malcapitata è rimasta a terra contusa agli arti inferiori e con ecchimosi al volto mentre i tre si sono dati alla fuga.
Un passante, che già in precedenza aveva notato i tre individui sospetti, quando li ha visti correre verso l’auto, salire a bordo e partire a forte velocità, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine, comunicando anche la targa: per questo il questore Pellicone si è ripromesso di incontrarlo per «stringergli la mano». Dunque sul posto si sono immediatamente recati i Carabinieri della Compagnia di Venafro mentre in tutto il territorio limitrofo sono scattate le ricerche a tappeto della Fiat Panda grigia noleggiata poco prima a San Massimo. Ad intercettare l’auto è stata la Polizia che nel frattempo aveva schierato tutte le pattuglie in strada sulle arterie di possibile interesse strategico, fino ad intercettare i fuggitivi tra Isernia Sud e Isernia Santo Spirito. Alla prima volante si sono aggiunte quindi altre pattuglie della Squadra Mobile e della Polizia Stradale che hanno intrapreso un inseguimento a forte velocità dopo una manovra ad “U” sulla Statale 85 Venafrana per porsi all’inseguimento dei malviventi. Grazie alla sinergia di tutti gli operatori si è riusciti in breve tempo ad arrestare la corsa dell’auto e a bloccare i tre. Condotti in Questura, i malviventi sono stati sottoposti alle procedure di identificazione e tratti in arresto per i reati di rapina, lesioni aggravate e possesso di arnesi atti allo scasso in concorso. D’intesa con il Pm Iannitti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Isernia, sono stati poi associati alla locale casa circondariale. Nel frattempo la vittima della rapina, condotta presso l’ospedale di Isernia, è stata medicata dai sanitari: 21 giorni la prognosi per la 19enne. L’auto è stata sequestrata, così come il materiale rinvenuto sulla stessa: una serie di arnesi illegittimamente detenuti.
«Ancora una volta – hanno sottolineato all’unisono il dirigente della Mobile Lorenzo Cariola, il dirigente delle Volanti Pasquale Marcovecchio e il dirigente della Stradale Pio D’Amico -, la collaborazione dei cittadini è stata determinante per l’immediata attivazione delle procedure di ricerca, contribuendo in maniera determinante all’individuazione e alla cattura dei responsabili. Il territorio venafrano, oggetto negli ultimi tempi di numerosi fatti criminosi di natura predatoria, rientra tra i principali obiettivi dell’attività di prevenzione fortemente voluta dal questore Pellicone» che, quotidianamente, mette in campo numerose pattuglie che contribuiscono al dispositivo di sicurezza in atto sul territorio provinciale.

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