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Cercemaggiore, un vecchio monumento torna a vivere con l’albero del riciclo

Cercemaggiore, un vecchio monumento torna a vivere con l’albero del riciclo

Fortemente voluto dalla Pro loco, altrettanto fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale, realizzato con la tenacia delle mamme e l’allegria dei bambini: nasce così a Cercemaggiore l’albero del riciclo.
C’era un vecchio monumento ai caduti, per alcuni decenni ha assolto la sua funzione di memoria nel luogo simbolo dei caduti in guerra, il Parco della Rimembranza, appunto. Un cono spiraliforme fatto di tubi e lastre di ferro, che nasce da terra su solida base e sale in alto avvitandosi. Chi lo realizzò, a suo tempo, forse proprio questo voleva dirci: un albero con tanti rami paralleli tagliati bruscamente alla sommità per lasciare il posto a un’unica lunga asta proiettata nel cielo.
Sostituito da un altro monumento, questo è rimasto per anni abbandonato, si è coperto di ruggine, l’erba ha sepolto la base, l’asta si è inclinata. Era un rottame che sembrava in attesa, di una morte definitiva o di una nuova vita.
Di una nuova vita: cosa c’era di più adatto per un albero di Natale? A trasportarlo ci hanno pensato gli operai del Comune, appassionandosi anche loro a questo insolito trasloco: il vecchio monumento ha attraversato la strada principale del paese seguito dagli occhi incuriositi dei passanti, ed è stato posato su un basamento improvvisato fatto con bancali riciclati.
Sopra la ruggine, sulle vecchie ammaccature, via via hanno preso corpo forme e colori: sono fiori, stelle, nastri, fiocchi, ricavati tutti dalla grande quantità di plastica che giornalmente produciamo come rifiuti nelle nostre case. E via via anche il vecchio monumento sembrava riportare alla luce la sua anima nascosta, riprendendo vita e funzione. Le luci hanno fatto il resto.
E ora sembra chiaro anche quale potrà essere il suo destino a venire: posizionato stabilmente in luogo pubblico, arricchito con meno precarie decorazioni fatte a mano, potrà diventare un’opera d’arte collettiva.
Un albero, insomma, che rappresenti l’intero paese, quale testimone di un passato che non va dimenticato e di un futuro che andrà costruito tutti insieme. Senza sprechi e con fantasia.
Angela Di Niro

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