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Unilever, Assindustria convoca le parti sociali

Unilever, Assindustria convoca le parti sociali

Nell’ambito delle ipotesi sul futuro dell’Unilever spunta una novità. Un sms arrivato ai sindacalisti da Assindustria per annunciare un incontro per martedì prossimo in azienda. Incontro poi spostato a giovedì per avere tempo di convocare ritualmente tutte le parti. Un solo punto all’ordine del giorno del confronto tra sindacati, associazione industriali e azienda: chiarezza riguardo alle notizie di stampa, così come richiesto da Cgil, Cisl e Uil che vogliono vederci chiaro sui dubbi sollevati dalla Cisal circa la permanenza dell’attività a Pozzilli. La stessa presidente del Consorzio industriale risulta essere in allarme al punto dall’aver chiesto a tutte le parti, comprese Prefettura e Regione di convocare un tavolo.
Dunque, giovedì sindacati, Rsu e azienda si vedranno per tentare di capire se il pericolo di chiusura dello stabilimento è reale oppure no. La smentita inviata da Unilever non ha convinto tutti poiché nella nota si parla di impegno a non “delocalizzare”. A Primo Piano Molise la multinazionale non ha chiarito – in realtà non ha proprio risposto – se l’ipotesi smobilitazione è sul campo oppure no.
Così Antonio Martone della Cisal conferma tutti i suoi dubbi. Le nubi non si sono affatto diradate. Ma il vertice convocato da Assindustria nella sede dell’azienda non convince affatto il sindacalista che, infatti, diserterà. «Confermo che poco fa mi è arrivato un sms per annunciare la convocazione dell’incontro – ha dichiarazione Martone -. Si tratta però a mio avviso di messaggi senza criterio. Penso che questo tipo di riunioni non servano granché. La Rsu andrà, la Cisal no. Non parteciperemo perché registriamo confusione e ansia che certo non giovano alla tranquillità dei lavoratori. Il problema è di un livello superiore (il sindacalista lascia intendere nazionale, ndr) con argomenti importanti che impattano sul piano industriale». Insomma, non avrebbe senso a suo dire convocare sindacati e direzione aziendale che non possono incidere su decisioni prese a livello nazionale.
«Per la prima volta nella storia di Unilever a tutt’oggi non c’è il piano produttivo 2020. In passato entro novembre conoscevamo persino le turnazioni di ogni linea per tutto il successivo anno… Questo è un aspetto che occorre chiarire. A questo punto ci saremmo attesi un piano triennale. Invece niente. Mi sembra naturale chiedere come mai non abbiamo il piano produttivo anno 2020 con le organizzazioni previste linea per linea. Ciò, che è pianificazione minima per uno stabilimento organizzato, deve essere spiegato almeno alla Rsu per la discussione su turnazioni, flessibilità, produttività ed efficienza!».
Pertanto, secondo Martone, «la tranquillità dei lavoratori, del territorio e delle famiglie è nelle mani della direzione aziendale. E non solo per la serenità natalizia».

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