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Pietracupa prova il colpaccio e rivendica il seggio di Occhionero

Pietracupa prova il colpaccio e rivendica il seggio di Occhionero

Sconfitto nell’uninominale e beffato dal fatto che la sua avversaria Rosalba Testamento come, Antonio Federico, era candidata pure nell’unico collegio plurinominale del Molise. E il seggio che in prima battuta era stato attribuito in compensazione al Molise è finito alla Puglia, sempre in quota ai 5 Stelle.
Un gioco dell’oca che è costato a Mario Pietracupa qualsiasi possibilità di essere eletto al Parlamento. Ma l’ex presidente del Consiglio regionale, in campo col centrodestra il 4 marzo 2018, non si è arreso. È suo, infatti, uno dei tanti ricorsi sul tavolo della Giunta delle elezioni della Camera. Numerose istanze che a un anno e mezzo dalle politiche ancora non hanno trovato una definizione. Decine i candidati deputati (e senatori), in corsa per l’uninominale e per il proporzionale, dalla Lombardia alla Sicilia, che hanno chiesto il riconteggio dei voti. Tra questi nomi noti, come il patron della Lazio Claudio Lotito, che punta a diventare senatore (del collegio Campania 1) dopo aver presentato ricorso per «irregolarità nei verbali».
Alla Camera, tra i ricorsi c’è quello di Pietracupa che nel collegio Molise 1, primo dei non eletti, ha visto svanire il seggio per un gioco di slittamenti tra vincitori sull’uninominale e sul proporzionale.
I fatti tirano in ballo tre deputati molisani, candidati nel 2018 come Pietracupa: Giuseppina Occhionero, Antonio Federico e Rosalba Testamento.
Occhionero, eletta a sorpresa per un meccanismo del Rosatellum che – come lei ha confidato di recente – l’ha portata a familiarizzare con il ‘padre’ della legge elettorale, quell’Ettore Rosato che l’ha traghettata da Leu a Italia Viva, era in corsa nel proporzionale.
Federico, candidato per il Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale Molise-Campobasso, proclamato eletto. Testamento, anche lei candidata M5S nel collegio uninominale Molise-Isernia ed eletta. Pietracupa, che ha raccolto 29.144 voti (pari al 36,10%), risultando il primo dei non eletti nell’uninominale, segnala come Federico e Testamento sono stati candidati anche nell’unico collegio plurinominale molisano, determinando un’illegittima applicazione della legge elettorale.
Rispetto al seggio assegnato alla Occhionero e rivendicato da Pietracupa, viene contestato il fatto che ci sia stato un erroneo ‘slittamento’ del seggio uninominale della lista del Movimento 5 Stelle dal Molise alla Puglia, determinato dai calcoli errati effettuati dall’ufficio elettorale centrale nazionale. L’esponente di centrodestra rivendica di aver ottenuto, tra i non eletti, più voti rispetto a tutti gli altri candidati dell’uninominale.
Nella vicenda Pietracupa entrano in campo tanti uffici. Prima l’ufficio centrale circoscrizionale presso la Corte di Appello di Campobasso, che, secondo il ricorrente, invece di attribuire il seggio dell’uninominale al primo dei non eletti, come previsto dalla norma, lo ha attribuito nell’ambito del collegio proporzionale. Non solo: Pietracupa si rivolge all’ufficio elettorale circoscrizionale per la Camera, che gli rifiuta l’accesso agli atti. Poi l’ufficio centrale circoscrizionale gli risponde che non gli verrà concessa l’assegnazione del ‘seggio residuo’, rilevando che i due posti uninominali sono stati già incontestabilmente assegnati ad altri candidati. Quanto a quello unico del collegio plurinominale, l’Ufficio fa sapere a Pietracupa che non può disattendere la comunicazione dell’Ufficio nazionale sull’attribuzione del seggio e della lista nel collegio plurinominale. Un rebus, appunto, che finisce sul tavolo della Giunta di Montecitorio.
L’esame dei ricorsi è iniziato da quelli sui collegi uninominali, al termine di questi saranno affrontati i casi sollevati per il proporzionale. La commissione presieduta dal renziano Roberto Giachetti prima dei controlli e dei riconteggi ha sentito intervenuti sulle situazioni di ‘conflitto’ generate dalla legge elettorale. Sono poi stati acquisiti gli interventi degli uffici circoscrizionali e quelli dell’ufficio centrale delle elezioni. La dicitura ‘elezione convalidata’ sul sito di Montecitorio manca ancora per i due terzi dei deputati, quelli eletti nel proporzionale (nel caso dei molisani quindi manca per Occhionero e Annaelsa Tartaglione, eletta in uno dei collegi plurinominali della Puglia).
Tre i ricorsi ammessi al riconteggio per il maggioritario: per Augusta Montaruli, di Fratelli d’Italia, che aveva vinto con un piccolo scarto in Piemonte è stato confermato il risultato. Stessa situazione in un collegio in Calabria, dove aveva vinto la candidata 5 stelle, Federica Dieni, confermata dopo le verifiche. Infine, il caso della leghista Barbara Saltamartini, che aveva perso di poco all’uninominale nel Lazio e ha presentato ricorso, mentre era stata già vincitrice al proporzionale: qui si dovrebbe definire il tutto entro l’anno. Dopo aver superato lo scoglio dei ricorsi all’uninominale, ora la Giunta deve stabilire quali accettare fra quelli che contestano l’attribuzione dei seggi proporzionali.
«Le lungaggini sono dovute a due motivi – spiega il vicepresidente della Giunta Maggioli (Lega) all’AdnKronos – Primo: l’organismo è stato quattro mesi fermo, prima di poter eleggere il presidente, non c’era il governo, non c’erano maggioranza e opposizione; secondo: abbiamo una legge elettorale folle, per fare un esempio, chi è stato candidato all’uninominale blindato, è stato messo poi nel proporzionale. Nel caso delle donne, poi, per rispettare la parità di genere, è stato permesso lo slittamento». La situazione dei 5 Stelle molisani non è peculiare, quindi. Lo diventa perché il Molise ha un solo collegio proporzionale e in caso di elezione plurima, come è accaduto, il seggio lo guadagnano altre regioni.
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Candidati insufficienti per i 5s, il ripescaggio premiò la Puglia

Candidati «insufficienti» alla Camera per i soli 5S: così registra il verbale dell’ufficio elettorale centrale della Corte di Cassazione del 18 marzo 2018.
«Sulla base delle comunicazioni ricevute dagli uffici circoscrizionali – si legge nel documento – vi è una sola lista, il Movimento 5 Stelle, con complessivi sei casi di insufficienza di candidati» alla Camera. Nello specifico si tratta di tre seggi nella circoscrizione Campania 1 nel collegio plurinominale 1 e di altri tre seggi in Sicilia 2, rispettivamente nei collegi plurinominali 1, 2 e 3. La Cassazione quindi «assegna a M5S i seggi» attingendo ad altre circoscrizioni e nello specifico a Campania 2, Piemonte 2, Calabria, Molise, Toscana, Lazio 1. Per ognuna di queste circoscrizioni è stato quindi individuato il collegio dove selezionare il candidato.
Nell’unico collegio plurinominale del Molise «non è stato possibile individuare nessun candidato disponibile, giacché i due candidati del collegio plurinominale, Rosalba Testamento e Antonio Federico della circoscrizione Molise risultano proclamati eletti nei collegi uninominali della medesima circoscrizione»; il candidato è stato quindi ‘pescato’ nel collegio Puglia 3 ed è Valentina Palmisano.

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