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Unilever delocalizza in Lombardia, Mazzuto di nuovo sotto accusa

Unilever sta delocalizzando in Lombardia. Centinaia i posti di lavoro a rischio.
Una delle poche grandi realtà rimaste in regione che sposta la produzione da Pozzilli a Casalpusterlengo rappresenta un colpo mortale per il nucleo industriale della zona: licenziamenti diretti e ripercussioni per l’indotto, un disastro in termini occupazionali.
Questa l’analisi di partenza di Andrea Di Lucente e Salvatore Micone che hanno presentato una mozione sulla vertenza Unilever. Dal capogruppo dei Popolari per l’Italia e del presidente del Consiglio regionale però arriva anche, soprattutto, un durissimo attacco all’assessore al Lavoro. Luigi Mazzuto, blindato dalla Lega nazionale, subisce i colpi di due esponenti della maggioranza che al Carroccio si sono avvicinati molto negli ultimi mesi.
«Dato che, allo stato attuale non risultano azioni da parte dell’assessorato al Lavoro volte a dialogare con una delle maggiori realtà industriali ancora presenti in Molise per comprendere quali siano le esigenze e come possano essere tutelati i livelli occupazionali e che l’assessore Mazzuto non ha provveduto ad avviare alcuna interlocuzione con i responsabili Unilever per scongiurare il trasferimento della produzione», sottolineano Micone e Di Lucente, il loro intervento e il documento che hanno presentato sollecitano il presidente Toma e l’assessore ad avviare intanto il dialogo con l’azienda e i sindacati.
I consiglieri, inoltre, «recriminano e lamentano come l’assessore di competenza, nonostante diverse e concrete avvisaglie sulla questione, imperterrito continua a risultare inerte e totalmente assente di fronte alle criticità, alle esigenze ed alle difficoltà che il territorio regionale ed il tessuto economico lamentano nella più totale mancanza di assunzione di responsabilità e di svolgimento di compiti che il delicato e fondamentale assessorato al Lavoro insitamente postula».
Una bocciatura senza appello. «Il tempo è prezioso e quello perso irrecuperabile», concludono Micone e Di Lucente, che quindi invitano l’assessore Mazzuto «a svolgere il proprio ruolo in maniera fattiva per il bene del Molise e dei molisani».
La verifica interna alla maggioranza non è affatto conclusa. Congelato il rimpasto, Toma ha detto ieri all’Ansa, a margine della Conferenza delle Regioni: «Prima di Natale c’era una riflessione sulla composizione della giunta in relazione ad alcuni comportamenti di alcuni consiglieri della maggioranza dopo che siamo andati sotto sulla proposta della giunta relativa al trasporto pubblico locale. A quel punto ho convocato i singoli consiglieri e abbiamo riflettuto insieme e ho visto che in particolare la consigliera che non aveva votato con la maggioranza (il riferimento sembra a Calenda, ndr) ha fatto ammenda sostenendo di non avere votato per non avere capito la norma, e ha giurato fedeltà alla maggioranza. A quel punto ho detto: lascio appeso tutto a un filo, al primo deragliamento che ho, cambio». Ecco, appunto.

ppm

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