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Disavanzo della sanità a 60 milioni

Disavanzo della sanità a 60 milioni

I numeri, si scopre leggendo il verbale del tavolo tecnico, non li ha dati Toma né Giustini. La stima del disavanzo 2019 della sanità molisana è dell’advisor Kpmg, a cui la Regione paga ogni anno un milione di euro per il monitoraggio dei conti. È Kpmg a stimare che l’anno appena trascorso si chiuderà con un deficit di 57.8 milioni. Che sono di fatto 60, come dichiarò il governatore nel pomeriggio del 21 novembre scorso dopo aver ascoltato i dirigenti regionali (guidati dalla dg Salute Gallo) che avevano partecipato alla riunione. E che con la copertura derivante dal gettito fiscale (18.3 milioni) diventano 40 come invece ha sostenuto nelle settimane successive il commissario della sanità.
Nelle ultime pagine del verbale redatto dai tecnici del Mef, una bocciatura sonora per tutti i protagonisti del piano di rientro. Se per il 2018 l’Asrem si salvava abbastanza brillantemente rispetto alla Gsa che aveva registrato praticamente l’intero disavanzo dell’anno, nel 2019 anche l’azienda – senza direttore generale da settembre – naviga in acque più agitate.
Tra le criticità evidenziate dal tavolo Adduce, i 29.8 milioni che la Regione deve ancora trasferire alla sanità, una mancata erogazione di cassa relativa a più annualità che per i tecnici è grave, anche perché si ripercuote negativamente sui tempi di pagamento dei fornitori che per Asrem continua a macinare un rilevante ritardo. Non solo: il mancato trasferimento integrale dei finanziamenti alla sanità preclude l’accesso alle quote premiali per quattro anni consecutivi. Di qui il richiamo per Giustini ai suoi compiti di commissario e per il bilancio regionale a non compromettere la sostenibilità finanziaria del servizio sanitario.
Inoltre, l’advisor sulla base dei dati di II trimestre ha effettuato una stima a chiudere per l’anno 2019 che evidenzia il profilarsi di un disavanzo di 57.8 mln di euro. Considerando che il gettito sarà di 18.3 milioni, si profila un disavanzo non coperto di circa 40 milioni. Quindi, i tecnici vogliono sapere se il bilancio sta predisponendo l’accertamento e impegno sul bilancio di previsione 2020 (?!). Chiedono, poi, al commissario di relazionare su quanto rendicontato dall’advisor, lo richiamano all’adeguato presidio della programmazione economico-finanziaria e sanitaria e chiedono quali azioni la struttura commissariale stia mettendo in atto per la salvaguardia del 2019. Ricordano – si legge in un crescendo di tono e di merito – «che è compito della struttura commissariale, operante da dicembre 2018, assicurare la corretta programmazione sanitaria ed economico-finanziaria del servizio sanitario regionale. Chiedono quali azioni stia approntando la Asrem, unica azienda sanitaria del servizio sanitario regionale». E per chiudere «raccomandano la struttura commissariale ad attivare tempestivamente ogni iniziativa utile a ricondurre la spesa entro la cornice programmata al fine di garantire l’equilibrio economico e non incorrere nuovamente nelle sanzioni previste dalla legislazione vigente».
ritai

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