Menù

Sos Bifernina, da area dedicata alle famiglie a discarica e rifugio per migranti

Gentile direttore, ieri mattina (30 gennaio 2020 ndr) ho fatto una delle mie solite passeggiate, questa volta la meta non era la mia amata montagna ma alcuni tratti del fiume Biferno: dal lago del Liscione al bivio di Lupara.
Anni fa fui invitato a mangiare in riva al lago, mi piacque il pontile che era stato realizzato e le strutture con giochi per bambini. Un luogo dove trascorrere in tranquillità la domenica in famiglia con i piccoli. Purtroppo, ieri ho avuto una doccia fredda nel vedere che tutto è in uno stato di abbandono, semidistrutto e che la vegetazione ha ricoperto tutti i giochi.
Dai rifiuti lasciati in una delle strutture (come lei stesso può vedere nelle immagini) il luogo, probabilmente, è stato utilizzato da migranti come bivacco.
Per fortuna il pontile è ancora lì ma qualche “testa calda” ha pensato bene di provare a sfondarlo con dei sassi (anche questo lo si vede dalle immagini), non riuscirò mai a spiegarmi perché alcune persone (ragazzi e adulti) debbano per forza manifestare la loro stupidaggine in un modo così vergognoso. A queste persone auguro 10 minuti di intelligenza, il tempo per rendersi conto di quanto siano meschine.
Purtroppo al peggio non c’è mai fine. Recatomi lungo il Biferno, nei pressi del bivio di Lupara, sono capitato sotto i piloni del tratto di Bifernina, che sovrasta il fiume. Come può ben vedere, l’armatura del pilastri è in buona parte scoperta e sottoposta all’azione degli agenti atmosferici, del fiume in piena (non in questo periodo) e alle vibrazioni dei mezzi pesanti che vi passano sopra. Le immagini mostrano come i ferri si sbriciolano con la punta delle dita. Non sono un ingegnere, ma a mio avviso, il sito è pericoloso e urge una manutenzione straordinaria e una messa in sicurezza. Negli anni scorsi ho insegnato tra Termoli e Vasto e sono passato centinaia di volte sulla Bifernina e spesso con i colleghi o amici pescatori ci si è soffermati a discutere sulle precarie condizione dei piloni dei vari ponti della Bifernina e della Trignina. Ho assistito (durante le soste ai mille semafori temporanei piazzati lungo il tragitto) ai lavori di rifacimento del manto stradale e delle giunture tra le campate dei ponti ma tutti questi lavori non hanno senso se poi il ponte poggia su pilastri che si possono sbriciolare da un momento all’altro.
Nei prossimi giorni mi recherò ancora lungo il fiume, per miei interessi ecologici legati ai fiumi, e la terrò informata su quanto riuscirò a documentare, buona serata.
Paolo D’Andrea

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.