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Studio M5s: rilevazioni ‘inquinate’ dall’inceneritore di San Vittore del Lazio

L’inceneritore di San Vittore del Lazio incide sulla qualità dell’aria della Piana di Venafro. Ne sono convinti i portavoce e gli attivisti del Movimento 5 Stelle che ieri mattina si sono ritrovati presso l’Infopoint in via Lucenteforte per fare il punto della situazione.
A presentare lo studio confezionato dal M5S è stato il consigliere regionale Vittorio Nola, accompagnato dal collega Andrea Greco. Nola ha analizzato venti, condizioni metereologiche e dati delle centraline Arpa arrivando ad identificare la presenza di «nuvole chimiche» proveniente, a suo dire, da oltre confine.
Un video ha accompagnato la relazione del consigliere regionale: «Nella foto scattata alle ore 16,15 del 26 gennaio 2020 dalla piazzola antistante il cimitero di Venafro, si può vedere l’arrivo delle nubi basse,
dal Lazio, che scavalcano il monte Sambucaro nella frazione di Ceppagna».
Quindi, altra diapositiva e «altre nubi basse, tenuto conto della giornata umida e piovigginosa, sempre provenienti dal vicino Lazio che scivolano nella Piana, nei pressi della galleria Nunziata Lunga».
Verificando le previsioni meteo, poi, Vittorio Nola ha appurato che effettivamente «è dimostrato come i venti provengano da Ovest». Il 26 gennaio pomeriggio, in particolare, la tesi del M5S sarebbe stata avvalorata dal fatto che «l’aria calda dalla nostra Piana ha appiattito la fresca proveniente dal Lazio aiutando a scavalcare monte Sambucaro e la Nunziata Lunga».
Insomma, secondo Nola, i dati rilevati dalle centraline per la qualità dell’aria installate in città potrebbero essere influenzati dall’impatto dell’inceneritore di San Vittore del Lazio.
Per il M5S, al fine di affrontare le problematiche ambientali, occorre: «Verificare che i fumi provocati dall’inceneritore di San Vittore nel Lazio, quando spira il vento di libeccio, possano essere trasportati nella Piana di Venafro, contribuendo ad alterare i monitoraggi della qualità dell’aria nel territorio; analizzare l’eventuale influenza sulla qualità dell’aria provocata dai riscaldamenti a pellet; prendere una posizione istituzionale di netta contrarietà alla costruzione della nuova centrale Turbogas, nella vicina Presenzano, proprio considerando il cosìddetto «fattore di pressione», costituito dalla presenza in pochi km di ben quattro impianti industriali potenzialmente impattanti».
Inoltre, bisogna «affiancare l’Ispra all’Arpa Molise nei programmi di controllo già attivati che devono tener conto sia delle componenti ambientali sia dell’impatto sulla salute pubblica; e revisionare il piano rifiuti 2016, visto che sono trascorsi ormai quasi 4 anni dalla sua approvazione».
Pr

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