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Annessione all’Abruzzo, «non si torna indietro»

Annessione all’Abruzzo, «non si torna indietro»

Rimbalzata di nuovo con prepotenza da una decina di giorni, la proposta di annessione all’Abruzzo del territorio bassomolisano è stata al centro della conferenza stampa di ieri del Comitato San Timoteo. Accise, sanità precaria, viabilità problematica, carenza lavorativa sono alcuni dei punti che hanno fatto tornare alla ribalta la possibilità, per il Molise, di chiedere la riannessione dall’Abruzzo. La proposta, recentemente avanzata dal Comitato San Timoteo ai sensi dell’articolo 132 comma 2 della Costituzione, ha trovato il benestare di un nutrito gruppo di cittadini che, anche attraverso i commenti sui social, sarebbero ben disposti a riunificarsi con i cugini abruzzesi, a patto di mantenere la territorialità e le tradizioni. Se fino a poco tempo fa l’annessione era solo un miraggio, oggi qualcosa si sta muovendo per rendere l’ipotesi plausibile: «Il primo passo da fare – ha commentato il Presidente del Comitato Nicola Felice durante la conferenza – È costituire un comitato civico per il referendum che svolga tutte le procedure necessarie per la richiesta di distaccamento dei soli comuni della costa e successiva richiesta di annessione all’Abruzzo. In seguito si procederà alla raccolta delle firme dei cittadini per chiedere ai rispettivi Consigli Comunali di residenza, la delibera di richiesta del referendum popolare, per il distacco dalla Regione Molise e aggregazione alla Regione Abruzzo. Richiesta da depositarsi presso la cancelleria della Corte di cassazione. Accertata la legittimità della richiesta, il referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, fino ad arrivare ai dibattiti con i cittadini. È importante che i cittadini siano pienamente coinvolti e resi partecipi». Al comitato civico che deciderà di abbracciare l’opzione annessione «potranno partecipare tutti coloro che vogliono dare un contributo fattivo, cittadini, rappresentanti di categorie, ordini professionali, residenti nei comuni interessati al progetto – aggiunge Felice – È un’iniziativa che deve venire dal basso, dalla gente. Abbiamo avuto già diversi riscontri positivi. Noi potremmo aiutare, ma serve la richiesta del referendum da parte del comitato costituente». L’idea dell’annessione dei comuni della costa molisana con quelli dell’Abruzzo, fa suonare il campanello d’allarme della territorialità: «Vorrei ricordare all’istituendo comitato che siamo molisani e tali rimarremo», ha commentato un cittadino durante l’incontro. «Andando con l’Abruzzo non perdiamo la nostra identità, è insita nel nostro Dna», ha replicato il professor Angelo De Gregorio. A chi li accusa di voler separare il Molise, il Comitato San Timoteo risponde: «Non siamo rivoluzionari, vogliamo solo riportare il dibattito, la discussione tra le persone. Già qualcuno ha detto che diventeremo l’appendice dell’Abruzzo, ma anche ora, geograficamente, lo siamo. La Regione Molise sta diventando un contenitore vuoto, con annessione tra diversi enti ed uffici con l’Abruzzo. Con l’annessione anche dei comuni si potrebbe pensare anche ad una provincia Vasto-Termoli, estendendo un territorio fino a farlo diventare una nuova area amministrativa ed organizzativa». L’idea nasce in «alternativa alla difficile unificazione di più regioni (macroregioni) che richiede invece una legge Costituzionale, ben difficile da realizzare – ha concluso Felice – Coloro i quali, in primis l’attuale classe dirigente e politica, giudicano questa idea eccessiva, inutile e dannosa, probabilmente hanno l’unico timore di perdere i privilegi personali acquisiti nel corso degli anni, a discapito del supremo interesse generale. Se così non è, questa classe dirigente, in attesa di una riorganizzazione delle regioni (macroregioni) potrebbe da subito recuperare il tempo perduto dando attuazione a ciò finora non compiuto, e già comunque consentito dalla Costituzione. Infatti l’articolo 117 al comma 8, così come riformato nel 2001, prevede intese tra Regioni per migliorare l’esercizio delle proprie funzioni, individuando anche organi comuni. È possibile costituire la Federazione di regioni, che rimarrebbero autonome, decidendo di fare insieme la programmazione di alcuni settori e servizi importanti: sanità, trasporti, infrastrutture, turismo, fonti energetiche, ed altro ancora. Infatti l’articolo 117 al comma 8, così come riformato nel 2001, prevede intese tra Regioni per migliorare l’esercizio delle proprie funzioni, individuando anche organi comuni. È possibile costituire la Federazione di regioni, che rimarrebbero autonome, decidendo di fare insieme la programmazione di alcuni settori e servizi importanti: sanità, trasporti, infrastrutture, turismo, fonti energetiche, ed altro ancora».

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