Menù

I nuovi schiavi: molisani al lavoro nei campi, sfruttati e vittime del caporalato

Continua l’attività di approfondimento legata ai pericoli di infiltrazioni malavitose in Molise: in riunione la commissione speciale di studio, presieduta da Vittorio Nola, che ha audito la Triplice sindacale e Legambiente.
Punti di vista diversi, quindi, legati alle specificità del contesto nel quale si opera, ma che hanno fornito ai commissari le varie sfaccettature del fenomeno. Molto appetibile, per le organizzazioni malavitose, risultano essere i settori degli appalti e dei subappalti di opere edilizie e di prestazioni di vario genere, incluse quelle sanitarie. Settori quindi da attenzionare, per assicurare il corretto svolgimento dei vari passaggi amministrativi ed operativi che partono dall’avvio delle procedure di affidamento di un’opera o di un servizio fino all’espletamento di una gara d’appalto e alla realizzazione di una infrastruttura. Altro ‘campo’ da monitorare con attenzione alta è quello legato al fenomeno del caporalato, strettamente connesso alle cosiddette agromafie: l’utilizzo – sottopagato – di forza lavoro proveniente da altre regioni attraverso la intermediazione dei ‘caporali’, legati alla criminalità organizzata, e l’affacciarsi in regione del fenomeno inverso e cioè l’utilizzo della manodopera molisana che, sempre attraverso gli intermediari che sono il tramite per lo sfruttamento della forza lavoro, raggiungono le province limitrofe per lavorare, in condizioni difficili sotto il profilo umano e salariale, nel settore agricolo. Motivi questi per i quali è stata avanzata la richiesta di implementare i controlli da parte delle istituzioni preposte, per evitare sfruttamento e oltraggio alla dignità delle persone interessate. Appalti, caporalato e non solo: massima attenzione sul ciclo dell’acqua che, in Molise, riveste particolare importanza alla luce anche delle infrastrutture, della gestione degli impianti della commercializzazione del prodotto che possono catalizzare l’attenzione dei settori criminali. Le parti convocate in audizione hanno evidenziato positivamente la determinazione del Consiglio regionale e della commissione speciale nel voler analizzare e comprendere i fenomeni in atto, i rischi ai quali il territorio e alcuni ambiti socio economici potrebbero essere esposti. Entro il prossimo mese di marzo, la commissione speciale presenterà un primo report al consiglio regionale, una sorta di rendicontazione del lavoro svolto, dei suggerimenti e delle proposte ricevute nel corso delle tante audizioni tenute fin dall’insediamento dell’organismo. «Un’indagine conoscitiva, la nostra – ribadisce il presidente Nola -, funzionale sia a conoscere il problema sia a rafforzare le basi culturali e valoriali capaci di consentire al nostro territorio di essere il meno permeabile possibile ad infiltrazioni malavitose ».

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.