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Traffico di coca ed eroina nelle mani dei nigeriani, arresti pure a Campobasso

Il blitz è scattato all’alba di ieri: impegnati 170 agenti della Polizia di Stato che hanno eseguiti perquisizione e arresti a Rieti, Venezia, Caserta, Agrigento e anche Campobasso. L’operazione disposta dalla Procura di Rieti e denominata “Angelo nero” (dal soprannome che era stato attribuito dai tossicodipendenti a uno dei principali spacciatori), ha sgominato una banda dedita allo spaccio di eroina, cocaina e marijuana. In manette (tra cercare e arresti domiciliari) sono finiti 20 cittadini nigeriani e un camerunese. Uno di loro, 24enne di nazionalità nigeriana, viveva a Campobasso: ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile, guidati da Raffaele Iasi, lo hanno raggiunto nel suo appartamento di via XXIV Maggio eseguendo la misura cautelare disposta dal gip di Rieti.
I destinatari dei provvedimenti restrittivi hanno un’età compresa tra i 22 e i 40 anni, sono 16 uomini e 7 donne. Tra questi si annoverano 10 richiedenti asilo, 8 titolari di permesso per protezione sussidiaria, 3 titolari di permesso di soggiorno per motivi familiari e 2 stranieri irregolari sul territorio nazionale.
La custodia cautelare in carcere è stata disposta per 14 uomini, due dei quali già in carcere, e due donne, mentre per gli altri sono stati disposti gli arresti domiciliari.
L’operazione nasce dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Rieti nel corso dell’ultimo anno e mezzo per contrastare l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo reatino e che ha portato, in più occasioni, ad arrestare complessivamente 11 nigeriani, alcuni corrieri ed altri spacciatori, ai quali sono state sequestrate numerose dosi di droga.
L’indagine scaturisce da un sequestro di poche dosi di stupefacenti eseguito nel mese di ottobre del 2018 dopo un’attività di osservazione e di pedinamento di un assuntore di sostanze stupefacente sorpreso subito dopo essersi rifornito di eroina presso un’abitazione ubicata nelle vicinanze del Palazzo di Giustizia di Rieti, dove risiedono cittadini extracomunitari richiedenti asilo, già oggetto di attenzione da parte degli investigatori.
Nella circostanza si era accertato che il tossicodipendente aveva poco prima contattato un cellulare memorizzato con il nome di Angelo Nero 2 e che nei giorni precedenti aveva contattato la stessa utenza almeno una volta al giorno, evidentemente per rifornirsi di stupefacente.
Tale input investigativo ha poi permesso di monitorare le numerose utenze telefoniche che chiamavano lo spacciatore “Angelo Nero 2”, gran parte delle quali risultavano in uso a noti assuntori di droga. Gli investigatori della Polizia con questa operazione hanno neutralizzato il principale gruppo di spacciatori del capoluogo reatino che riusciva a piazzare sul mercato ogni mese circa 300 dosi di cocaina, oltre mille dosi di eroina e oltre 10,000 dosi di marijuana, quest’ultima destinata in buona parte a giovani, anche minorenni.
Il gruppo riusciva a guadagnare circa 50.000 euro al mese e oltre a rifornire i consumatori di sostanze stupefacenti del capoluogo reatino vendeva la droga anche pusher provenienti dai comuni della provincia e dal vicino Abruzzo.
Gli spacciatori facevano arrivare a Rieti lo stupefacente tramite corrieri, gran parte dei quali viaggiavano sui pullman della linea Roma-Rieti, fra questi anche giovani nigeriane, pagate per uno o più viaggi, che nascondevano la sostanze in borse da passeggio, sacchetti della spesa, o fra gli indumenti indossati. Parte della marijuana, della cocaina e dell’eroina veniva invece acquistata e prelevata direttamente nelle piazze di spaccio di Roma, Venezia e Castel Volturno.
I pusher nascondevano le dosi in bocca per poi consegnarle ai clienti che talvolta raggiungevano in bicicletta sul luogo dell’appuntamento telefonicamente concordato. In particolare gli spacciatori operavano anche nei pressi di Porta Conca, presso la stazione ferroviaria, a piazza Mazzini, nel parco di via Liberato di Benedetto ed in tutto il centro storico.
Per ordinare o trasportare i quantitativi di droga venivano utilizzate parole in gergo per indicare tipologia e quantitativo della sostanza, quale livello, pantalone lungo o corto (marijuana), sigaro (hashish), bianca, latte, scarpa bianca ( cocaina), carne, scarpa nera (eroina).
Gli arrestati sono stati accompagnati presso le case circondariali delle province dove sono avvenute le catture, mentre le due donne arrestate a Rieti sono state accompagnate presso la casa circondariale romana di “Rebibbia”, a disposizione della Procura della Repubblica di Rieti.

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