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Manutenzione del Liscione: vincono appalto Anas, finiscono ai domiciliari per bancarotta

Manutenzione del Liscione: vincono appalto Anas, finiscono ai domiciliari per bancarotta

L’operazione delle Fiamme Gialle di Catania, portata a termine ieri mattina per la bancarotta della “Tecnis spa”, una delle principali aziende italiane di costruzioni, potrebbe avere pesanti ripercussioni sui lavori di manutenzione di ponti e viadotti, compreso quello del Liscione. Si, perché due dei quattro imprenditori finiti ai domiciliari sarebbero i riferimenti della società “Amec srl”, che in Molise si è aggiudicata l’appalto Anas da 50 milioni di euro per la manutenzione di ponti e viadotti, compreso il Liscione.
La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone indagate per la bancarotta – dichiarata dal tribunale di Catania nel 2017 – della “Tecnis spa”. Tra gli indagati ci sono Francesco Domenico Costanzo, detto Mimmo, 58 anni e Concetto Bosco Lo Giudice, 57 anni, finiti nuovamente agli arresti domiciliari e ai vertici della “Amec srl”.
Secondo le indagini degli uomini della Guardia di Finanza di Catania e del Nucleo di Polizia Valutaria, la governance precedente di Tecnis Spa avrebbe messo in atto «ripetute condotte illecite» nella gestione dell’azienda, una volta fiore all’occhiello dell’imprenditoria siciliana prima del crac e del coinvolgimento in due grandi inchieste per presunte tangenti all’Anas, più note con i nomi di «Dama nera» e «Dama nera 2». L’accusa nei confronti dei destinatari della misura cautelare è bancarotta fraudolenta per distrazione in concorso. Costanzo e Bosco, in passato, erano finiti ai domiciliari (dall’ottobre del 2015 al marzo del 2016) con le accuse di corruzione e turbativa nell’ambito, appunto, delle due inchieste condotte dalla Procura di Roma. La “Tecnis spa” è stata in amministrazione giudiziaria per quasi un anno (a cavallo tra il 2016 e il 2017) perché sequestrata nell’ambito di un’inchiesta antimafia. Nonostante i precedenti, Bosco e Costanzo avrebbero continuato le proprie condotte illecite per aggiudicarsi appalti e commesse. I due, infatti, secondo la Procura «risultano ancora oggi operativi sul mercato attraverso la società “Amec srl”, costituita alla fine del 2017 con sede a Santa Venerina, che opera nel settore costruzioni generali e delle infrastrutture, con un fatturato annuo dichiarato di 11 milioni di euro». Secondo gli inquirenti, Amec sarebbe l’acronimo di “Ancora Mimmo e Concetto”. Dalle indagini dei militari del nucleo di Polizia economica finanziaria della GdF di Catania è emerso che la società sarebbe beneficiaria di un affitto d’azienda operato da “Cogip infrastrutture srl” e risulta aggiudicataria di commesse pubbliche come l’appalto dell’Anas da 50 milioni di euro per lavorare in Molise.

ppm

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