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Sanità, Giustini e Grossi tagliano il budget ai privati

Sanità, Giustini e Grossi tagliano il budget ai privati

Una sforbiciata al budget assegnato a tutte le strutture private convenzionate. Budget che diventa invalicabile: stop all’attività extra di cliniche e centri di alta complessità riconosciuta (e remunerata) da Palazzo Vitale. Un tetto che avrà i suoi effetti principalmente riguardo alle prestazioni erogate a pazienti di fuori regione. Sono gli elementi principali del decreto con cui il 5 febbraio scorso il commissario Angelo Giustini ha fissato i limiti massimi di finanziamento per l’assistenza ospedaliera e ambulatoriale erogata dai privati e acquistabile dal pubblico.
I limiti valgono per l’anno scorso, il 2019. E la produzione già erogata nel corso del 2019 concorre a raggiungere il tetto fissato.
Il valore complessivo delle attività che la sanità pubblica regionale acquista dai privati è diminuito già significativamente nel corso di un decennio: 107 milioni la cifra contenuta nell’ultimo decreto disponibile, il decreto 37 del 28 giugno 2016 (che definiva i tetti per il triennio e che ha funzionato in proroga nel 2019). Una cifra scesa da 127 a 115 e poi a 107 con le manovre dell’ex presidente-commissario Frattura. Con l’ulteriore riduzione firmata da Giustini e dalla sub Ida Grossi il conto complessivo è di 100,6 milioni.
A differenza che nella gestione Frattura, però, sono 100 milioni e non un euro di più. «Quanto disposto col presente provvedimento rappresenta limite invalicabile al di fuori del quale non può essere riconosciuta nessuna prestazione sia in favore di pazienti residenti che dei non residenti», dice infatti chiaramente il decreto. In linea, peraltro, con quanto trapelato dalla bozza di programma operativo.
Nel dettaglio, al Gemelli Molise (fino a ottobre 2019 Fondazione Giovanni Paolo II) viene riconosciuto un budget di 37,1 milioni: 29,5 per l’assistenza ospedaliera (di cui 11,5 per i pazienti extraregionali) e 7,6 (2 per i non molisani) per l’ambulatoriale. Al Neuromed sono assegnati 41,8 milioni: 24,6 per l’ospedaliera (20,1 per curare i non molisani) e 17,2 per la specialistica (11,5 la quota per non residenti). Infine, i privati convenzionati con l’azienda sanitaria, che rappresentano la stragrande maggioranza dei privati molisani ma hanno dimensioni e volumi di gran lunga inferiori ai primi due, che invece sono contrattualizzati e gestiti direttamente dalla Regione attraverso al gestione sanitaria accentrata. Per i privati Asrem il budget scende da 22,7 a 21,7 milioni: 12,7 per l’assistenza ospedaliera (3,3 per gli extraregionali) e 8,9 per l’ambulatoriale (4,9 la cifra fissata per i pazienti non molisani).
Nelle premesse del decreto, la cornice in cui i commissari si sono mossi: tra le altre cose una sentenza del Tar Abruzzo secondo cui chi intende operare nella sanità pubblica deve accettare i limiti a cui la stessa sanità pubblica è costretta, i ripetuti richiami del tavolo tecnico sul fatto che l’extra budget non è dovuto, l’individuazione sempre da parte di Mef e ministero della Salute della spesa massima per i privati a decorrere dal 2014: 100,6 milioni.
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