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Sente chiuso, il grido d’allarme di un territorio che sta morendo: fate presto

Giorni di attesa per le popolazioni dell’alto Molise e Vastese che aspettano con ansia la risposta dell’Anas alle integrazioni prodotte dalla Provincia di Isernia in merito alla vicenda del viadotto Sente – Longo, ormai chiuso da diciassette mesi. Nelle settimane scorse, Alfredo Ricci, presidente della Provincia di Isernia, in una conferenza stampa tenutasi ad Agnone, ha chiesto all’ente nazionale di gestire i due milioni, destinati all’infrastruttura, a patto che la stessa si faccia carico della progettazione e soprattutto delle nuove opere. Inoltre Ricci è tornato a chiedere la ristatalizzazione dell’importante arteria che congiunge i due territori.
Nell’integrazione inoltrata a Roma, il maggiore referente di Palazzo Berta, ha spronato Anas anche per quanto riguarda i tempi. Non a caso la chiusura del Sente – Longo, uno dei viadotti più alti d’Europa, sta comportando un tracollo economico e sociale all’intera area da sempre unita per scambi commerciali, artigianali e per quanto concerne i servizi, su tutti quelli offerti dall’ospedale Caracciolo e dagli istituti superiori scolastici presenti ad Agnone che nell’ultimo periodo hanno registrato un calo di iscrizioni dovute ai noti problemi di viabilità. Infatti, molti studenti residenti nei centri dell’alto Vastese, valutano, e qualcuno già lo ha fatto, la possibilità di frequentare gli istituti della Val di Sangro o quelli della costa. Si tratta di una migrazione da arrestare quanto prima e l’unica soluzione è quella di riaprire il viadotto.
In sostanza non c’è più tempo da perdere. Ricci, insieme ai consiglieri provinciali di Agnone, Daniele Saia e Linda Marcovecchio, lo sa bene ed è per questo che sta tentando di fare pressioni su Roma affinché la matassa venga sbrogliata.
Nel momento in cui l’Anas non dovesse accettare la proposta della Provincia, ma nessuno se lo augura, il piano B di Ricci è quello di andare spedito per la propria strada.
A riguardo pronto il progetto per il rafforzamento della pila traslata e il monitoraggio dell’intero impalcato che se darà esiti positivi potrebbe favorire la riapertura in tempi ragionevoli, ma non prima di diciotto mesi. Nel frattempo da Castiglione Messer Marino, un comitato di artigiani e imprenditori lancia la proposta di riaprire il viadotto magari munendolo di sensori e con un senso unico alternato che ne vieterebbe il transito ai mezzi pensanti. Ipotesi da non scartare, mentre resta alta l’attenzione del consigliere regionale Andrea Greco, il quale con la parlamentare, Carmela Grippa intende tornare a sentire i vertici Anas e in particolare l’ingegnere Matteo Castiglioni che già in passato si è occupato della vicenda. Ad essere chiamati in causa, non da meno, l’assessore regionale molisano, Vincenzo Niro e il senatore abruzzese, Luciano D’Alfonso. A questo punto auspicabile unire le forze e convocare un tavolo permanente al fine di risolvere la querelle che sta ammazzando due territori della già martoriate aree interne.

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