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A Termoli le telecamere non ci sono, ma i banditi sì

A Termoli le telecamere non ci sono, ma i banditi sì

In Commissione Lavori pubblici hanno trattato di videosorveglianza, lanciano l’idea del riconoscimento facciale. Ma al di là di previsioni avveniristiche, la città di Termoli resta ancora scoperta e quello che doveva essere il tempo limite, ossia dicembre 2019, si sta protraendo. Intanto, a banchettare sono i ladri, malviventi che bene conoscono questo vulnus nella sicurezza urbana adriatica e si permettono di agire in pieno giorno, tra centro e periferia. La razzia compiuta due giorni fa ha assommato ben 8 denunce, non solo le due di cui abbiamo parlato ieri. Dossier in mano alle forze dell’ordine. Sono 84 le telecamere previste, ben 52 sono state installate dall’impresa che per conto della Regione sta realizzando il progetto Patto per la Sicurezza. Il Comune con risorse proprie ha provveduto a collegarle alla rete di alimentazione elettrica. La centrale operativa è stata realizzata presso la caserma della Polizia municipale. Ma resta un problema di ripetitori che la Regione deve installare sugli immobili del Comune. In questi giorni si procederà con l’installazione di altre circa 20 telecamere e si stanno sistemando i ripetitori di segnale di cui uno sulla vecchia caserma dei carabinieri, uno sulla chiesa di san Timoteo, sull’ospedale nuovo e un altro sul liceo classico. Al momento funzionano solo le trenta telecamere installate dal Comune nel Borgo Vecchio. L’amministrazione comunale ha chiesto alla Regione di integrare nella rete di videosorveglianza anche le vecchie telecamere della zona di piazza Mercato e Piazza Insorti D’Ungheria oltre a quelle del porto. Entro l’anno la rete dovrebbe entrare in funzione nella sua completezza.

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