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Sollievo per il 29enne rientrato in treno, task force coi medici di base

Sollievo per il 29enne rientrato in treno, task force coi medici di base

Il cessato allarme nella tarda serata di martedì: il tampone effettuato al 29enne di Campobasso rientrato in Molise con la febbre a 39 e prelevato in sicurezza alla stazione di Termoli dall’equipaggio 118 della Misericordia. Il test al Cardarelli, risultato negativo.
Negativo pure il tampone dell’altro caso sospetto che si era registrato ieri, un uomo della provincia di Isernia. Fino al tardo pomeriggio di ieri nessun’altra segnalazione.
In Regione, ieri mattina, si è svolto un incontro fra i sindacati della medicina di base, gli Ordini provinciali, la direzione dell’Asrem e la direzione generale Salute. Filtra la disponibilità dei medici di medicina generale ad ampliare l’orario anche in termini di reperibilità, la Fimmg lo aveva già fatto sapere all’azienda sanitaria nella giornata di martedì. Maggiori dettagli dovrebbero arrivare nelle prossime ore.
I medici sono la frontiera di questa emergenza, a loro si rivolge chiunque abbia anche solo una paura ingiustificata e chi, in realtà, potrebbe aver contratto il virus. Gli associati Snami Molise hanno affisso un cartello sulla porta dello studio: chi ha febbre o sintomi simil influenzali (tosse, mal di gola, dolori articolari) non deve assolutamente entrare. I pazienti che presentano questi problemi sono pregati di contattare telefonicamente il proprio medico che li consiglierà su cosa fare. L’obiettivo, dice il segretario Giuseppe De Gregorio, è «cercare di limitare l’afflusso per limitare il contagio».
La Fismu ha invece chiesto l’autocertificazione della malattia per i primi tre giorni al datore di lavoro e la comunicazione telefonica per evitare possibili contagi e decongestionare gli ambulatori. Richieste condivise dal segretario regionale Ernesto La Vecchia, che rimarca l’esigenza di affrontare la situazione «senza emergenzialismi» e contenere il coronavirus ma anche «il contagio della paura». Una duplice funzione, quella dei medici di base, per La Vecchia: «Professionisti e classe dirigente di questo Paese», conclude ribadendo la massima collaborazione con le istituzioni.
I medici pagano anche loro il prezzo alla necessaria prevenzione: anche in Molise c’è un camice bianco fra coloro che sono in quarantena volontaria. Di ritorno dalle aree a rischio, per massima precauzione sta passando qualche giorno a casa.

 

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