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Confcooperative, riconferma per Calleo: al timone dal 2008

Un’affermazione, a fronte dell’impegno che ha sempre mosso tutte le azioni a tutela degli associati di Confcooperative Molise. Il cavaliere Domenico Calleo, per acclamazione, è stato confermato al timone della realtà associativa nel corso dell’assemblea regionale che si è tenuta martedì scorso al Teatro del Loto di Ferrazzano alla presenza del vertice nazionale, Maurizio Gardini e del direttore generale Fabiola Di Loreto.
«La voglia e l’impegno sono quelli del primo giorno – il commento a caldo del riconfermato presidente -, la promessa è quella di fare di tutto per difendere la nostra autonomia regionale sforzandoci di essere degni della fiducia degli associati». All’assemblea regionale la presenza del presidente Maurizio Gardini ha consentito di allungare lo sguardo sulle tematiche nazionali e sui punti decisivi delle azioni da mettere in campo. Una conoscenza, quella tra Gardini e Calleo, datata nel tempo come ha raccontato il vertice nazionale di Confcooperative nel complimentarsi con il suo omologo regionale e con Carmela Colozza, motore organizzativo dell’associazione molisana. «Ho trovato una realtà funzionale, sostenibile ed efficiente, che ha voglia di fare. Non nascondo l’emozione che ho provato quando ho visitato la sede di Campobasso, inaugurata nove anni fa e ritrovata in ottimo stato di salute. A Roma – ha detto ancora Gardini – non potrò che spendere parole positive per una bella realtà che rappresenta un ottimo segnale. Significa che quando ci rimbocchiamo le maniche, ce la possiamo fare». Una stagione assembleare importante, quella che sta vivendo Confcooperative: dopo aver festeggiato i 100 anni di attività, si riparte con un’azione di rilancio e di dialogo. «Siamo stati legittimati dal Papa, dal Presidente della Repubblica – ha spiegato ancora Gardini – e questo ci inorgoglisce. Ecco perché non rinunceremo mai a difendere le nostre cooperative: noi perseguiamo la mutualità, ovvero l’interesse della comunità e non del singolo». Una realtà, quella di Confcooperative Molise, che ha vissuto una intensa stagione di trasformazione nell’arco degli ultimi dieci anni. Al timone, dal 2008, c’è Domenico Calleo. «È la nostra undicesima assemblea – ha spiegato nel corso dei lavori, non senza un pizzico di emozione – tante cose sono successe dalla mia prima elezione. L’Unione è cambiata, oggi abbiamo circa 150 imprese associate». Per il vertice regionale, forte di una ulteriore conferma, la marcia in più è rappresentata dal confronto positivo che però deve avere sempre lo sguardo puntato al domani. «Non possiamo fare a meno di esporre le nostre preoccupazioni: manca la visione d’insieme, si va avanti per emergenze». Come non ragionare di spopolamento, di una realtà regionale dove l’emorragia dei residenti ormai è diventata pericolosa, dove mancano anche strategie e visioni programmatiche. «Di fronte al silenzio assordante della politica, però, noi non dobbiamo essere passivi» il pensiero di Calleo che ragiona di proposte più che di proteste. «Non è facile la sfida ma per raccogliere bisogna seminare e noi stiamo provando a farlo – continua con buonsenso –. Bisogna concentrarsi sulle idee prima che sulle persone, la vera rivoluzione avverrà quando non ci si sentirà più domandare: quale può essere il bando migliore per me? Quando, invece, si costruirà l’impresa grazie a competenze e idee da sviluppare sul proprio territorio. Quindi, localizzare, non delocalizzare. Il nostro Centro Servizi, diretto da Carmela Colozza che si avvale di un ottimo staff, produce un lavoro prezioso in tal senso: è un orgoglio per noi dare assistenza a 360 gradi alle imprese cooperative. Siamo un preciso punto di riferimento». All’appuntamento di martedì scorso hanno partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, e il titolare della delega al Lavoro, Luigi Mazzuto. A fare gli onori di casa il sindaco di Ferrazzano, Antonio Cerio. Tutti hanno potuto ascoltare le storie di rivincita che si sono levate, quelle dei protagonisti del pianeta Confcooperative. La Casi, ad esempio: una impresa sociale nata 35 anni fa che dall’inizio si è posta l’obiettivo di sostenere anziani, diversamente abili, minori in difficoltà. «Ero molto giovane e sono rimasta l’unica socia fondatrice – ha raccontato Masina Sbriglia, amministratore delegato della cooperativa –. Siamo partiti come volontari, per poi trasformarci in assistenza domiciliare. Nel 1990 entrò nella squadra anche Domenico Calleo, poi presidente della Casi dal 1997 al 2017: un marito e padre esemplare, prima che un professionista serio».
A seguire, l’esperienza portata dal gruppo apistico paritetico Volape attraverso l’apiario di comunità di Castel del Giudice. «Il nostro è un modello che non ha l’ambizione di risolvere il problema dello spopolamento, vuole però favorire la riflessione sul fatto che, in montagna, il piccolo è ancora bello – il racconto dell’amministratore delegato del gruppo Volape, Riccardo Terriaca –. Chiaramente, a patto che si abbia la capacità di creare rete e sistema: noi siamo riusciti a mettere insieme Comune, Legambiente e imprenditori cooperativi, ad avere il supporto della Banca di Credito Cooperativo di Roma. Ed è questa la prova che le banche del territorio sono elemento vitale per le aree interne, da difendere nella loro mission, senza se e senza ma». L’apiario di comunità è una realtà consolidata: 30 impianti produttivi, tutti situati al di sopra dei 500 metri di altitudine sull’appennino molisano-abruzzese, in aree non più presidiate. «Siamo 38 persone che investono in proprio e che sono convinte di potercela fare» racconta ancora Terriaca, con quello spirito di resistenza che rappresenta la spinta a non mollare mai. E poi la storia della coop sociale Hayet di Salvatore dell’Oglio e Fabrizio Russo. «La nostra è una realtà nata nel 2018 a Bojano, grazie a Luciano Malatesta che ci ha dato in comodato d’uso i suoi terreni. Entrambi veniamo dall’esperienza dei centri di accoglienza e abbiamo avuto l’idea di creare una sorta di interscambio tra le esperienze dei residenti e quelle dei migranti. Così abbiamo pensato all’agricoltura sociale, non intensiva. Abbiamo una fattoria a Bojano dove cerchiamo di rivalorizzare il territorio ripartendo da risorse locali. L’immigrazione – raccontano ancora – è un’opportunità: dall’incontro nascono cose buone» il messaggio positivo, forte e chiaro che arriva, limpido, da Bojano.
E, altrettanto interessante, l’esempio della Pescatori Molisani, società cooperativa presieduta da Domenico Guidotti. «Dieci anni fa eravamo in quattro: oggi raccogliamo la piccola pesca di Termoli, Petacciato, Montenero di Bisaccia e Campomarino, l’armatrice è la stessa cooperativa nella quale poi sono entrate anche le Isole Tremiti e alcuni centri abruzzesi. Presto organizzeremo dei luoghi dedicati alla vendita del pesce a chilometro zero e da mesi tutti i nostri pescatori raccolgono la plastica che poi verrà giustamente smaltita». Tante storie, tante sfumature di un unico leit motiv: la cooperazione. Una realtà che è storia, come quella che accomuna le aziende premiate nel corso dell’assemblea regionale: la Banca di Credito Cooperativo di Gambatesa, rappresentata dal presidente Domenico Preziosi, che ha tagliato il traguardo dei 110 anni di attività; la Cantina Valtappino (che ha spento 50 candeline) di Emilio Venditti e il C.u.s. (Consorzio di utilità sociale) di Domenico Mucci di Gambatesa che gestisce sei strutture tra Molise e Puglia ed è stato premiato come migliore media impresa molisana. Al termine della giornata, interessante e propositiva, gli adempimenti dell’assemblea presieduta dal presidente della Lai, Nino Santoro.
Il candidato unico, Domenico Calleo, è stato rieletto presidente di Confcooperative Molise per acclamazione assieme alla lista che lo appoggiava, formata da Carmen Vaccaro, Carmela Colozza, Giovanni Visco, Emilio Venditti, Liberato Russo, Mariacarmela Santoianni e Stefano Sabelli. I delegati all’assemblea nazionale saranno Domenico Calleo (effettivo) e Domenico Guidotti (supplente). Il toccante e applauditissimo recital «Le vie del Budda» di Stefano Sabelli, con uno strepitoso Giuseppe Spedino Moffa alla chitarra, ha chiuso i lavori assembleari.
ppm

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