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Coronavirus, rafforzate le misure di prevenzione al tribunale di Isernia

Coronavirus, rafforzate le misure di prevenzione al tribunale di Isernia

‘Sì’ a misure preventive più incisive e ‘no’ alla sospensione delle udienze perché, visto che al momento in Molise non si riscontrano casi conclamati e sospetti di Coronavirus, il rischio è quello di generare panico e allarmismo ingiustificato. Questo in sostanza quanto disposto al termine del nuovo summit della Conferenza Permanente composta dal presidente del Tribunale di Isernia Vincenzo Di Giacomo, dal procuratore capo Carlo Fucci e dal presidente dell’Ordine degli Avvocati Maurizio Carugno alla luce della diffusione del Covid-19 in diverse regioni italiane. A chiedere maggiore tutela non solo per il personale in servizio a Palazzo di Giustizia, ma anche per l’utenza era stato il direttivo della Camera Penale Circondariale guidato dal legale Francesco La Cava. Che tra l’altro aveva proposto la sospensione delle udienze, almeno per una settimana.
«Il normale e sicuro svolgimento delle udienze – era stato evidenziato dalla delibera della Camera Penale – non può essere certamente garantito con le misure adottate a esclusivo e diretto beneficio del personale dipendente – si legge ancora nella delibera -. E non è concretizzabile che chiunque entra in tribunale sia munito di mascherina e altri strumenti di protezione, considerando che si tratta di materiale ormai difficilmente reperibile nelle attività commerciali».
Le nuove misure. La Conferenza Permanente ha quindi rafforzato il dispositivo di prevenzione già deliberato nei giorni scorsi e le nuove regole saranno in vigore a partire da questa mattina. All’ingresso del tribunale sono stati affissi degli appositi avvisi in cui si legge: «Tutti coloro i quali provengono dalle regioni nelle quali è stato riscontrato almeno un caso di positività al coronavirus Covid-19, nonché coloro i quali abbiano soggiornato o transitato negli ultimi 14 giorni in dette zone devono comunicarlo all’agente della vigilanza presente nell’androne esterno dell’entrata principale del Palazzo di Giustizia».
In tal caso l’agente provvederà a far accedere l’utente dalla porta di emergenza adiacente all’ingresso della struttura, avvisando l’agente presente all’interno, che dopo aver indossato una maschera facciale a doppio filtro registrerà le generalità del richiedente e misurerà la temperatura corporea col termometro a infrarossi di tipo no-contact.
Se la temperatura corporea supera i 37 C, l’utente non potrà entrare in Tribunale. Ma dovrà contattate le autorità sanitarie, senza recarsi in Pronto Soccorso, e attenersi alle direttive previste. Analoga segnalazione agli organi sanitari verrà effettuata dall’agente che ha eseguito il controllo.
Misure analoghe saranno adottate anche per i detenuti che hanno avuto contatti con le zone a rischio e per gli agenti della Penitenziaria che li accompagnano.
Deborah Di Vincenzo

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