Menù

Termoli, dottori e infermieri vanno in quarantena

Termoli, dottori e infermieri vanno in quarantena

Dal cerchio che si stringe alla macchia d’olio che si allarga: la costa molisana sempre più nella bufera del Coronavirus, con 14 contagi, 11 riferibili a Termoli, di cui 10 nel cluster determinato dalla famosa gita in Trentino-Alto Adige, specificatamente a Campitello di Fassa, e uno di altra provenienza, oltre ai 3 di Montenero di Bisaccia. Rispetto ai casi conclamati ieri, altri 7 si sono aggiunti e 3 sono interni all’ospedale San Timoteo. Quattro sono persone esterne, ma tre delle quali legate alla settimana bianca. Dati che non permettono altro che la conferma della chiusura del Pronto soccorso di Termoli. Da ieri, su disposizione della questura di Campobasso, per evitare eventuali disordini. La giornata, terza di piena crisi sulla costa, da quando si sono diffuse le contaminazioni da CoVid19, è vissuta di escalation. La notte è stata utile a scrinare i tamponi effettuati al San Timoteo, prima ne emerge uno positivo, poi diventano addirittura 5 e in serata 7. Di questi 11 locali, un medico è in terapia intensiva e altri 3 sono ricoverati in malattie infettive. In città si sta vivendo un vero psico-dramma, a caccia di questi vacanzieri. Tamponi sono stati fatti anche a ragazzi e bambini che hanno avuto contatti con genitori e figli della comitiva tornata dalla settimana bianca. Intanto, dalla serata di giovedì, tutti i dipendenti che non avevano impegni in reparto coi degenti sono stati autorizzati a uscire, dopo molte ore trascorse in clausura all’interno del presidio ospedaliero di viale San Francesco. Ma non è stata certo una sessione digerita bene. Inevitabile la scure della polemica sulla chiusura di fatto dell’ospedale San Timoteo, col Pronto soccorso interdetto sine die e gli ambulatori fermi fino a metà marzo. A lanciare gli strali alla politica regionale è il Soa, con Andrea Di Paolo e Dilma Baldassarre. «La situazione che si è venuta a creare nel Basso Molise con la chiusura dell’unico Pronto Soccorso presente nell’intera e ampia fetta di territorio Molisano, è surreale e inaccettabile. A soli 3 giorni dal primo caso accertato di contagio da Coronavirus, la sanità pubblica regionale ha mostrato tutte le criticità di una politica che da anni, nella nostra regione, favorisce spudoratamente convenzioni con le strutture private a discapito di quelle pubbliche. Situazioni di criticità prevedibili e già più e più volte evidenziate e sottoposte all’attenzione dei vari livelli istituzionali locali governativi e rimaste inascoltate. La sospensione del Pronto Soccorso al San Timoteo, la chiusura di laboratori di analisi (per l’intera provincia) e diagnostici, sono di fatto un’interruzione di servizio pubblico. Dobbiamo prendere atto che le misure adottate dal presidente Toma per fronteggiare l’emergenza, si sono rivelate superficiali e inadeguate a garantire il diritto alla salute ed alle cure per la popolazione residente nell’entroterra e sulla costa regionale. Per questi motivi, delle note informative, sono state inviate al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed al Ministro per la Sanità Roberto Speranza, per sollecitare l’immediata riapertura del Pronto Soccorso al Vietri di Larino e la mobilitazione della Protezione Civile». A causa dei contagi e dei relativi contatti, stati messi in quarantena 25 operatori sanitari tra Pronto soccorso e reparto di Medicina d’urgenza. Ma non è l’unica novità, anche personale del 118, sia medico che dei volontari, è stato messo in quarantena. Chiusa la postazione di Termoli di via del Molinello, l’assistenza sanitaria sarà garantita dalla postazione di Montenero di Bisaccia che prende servizio nella sede della Misericordia in via Biferno. Infine, riceviamo anche una nota che riguarda uno dei reparti ancora funzionanti, quello della dialisi. «Si segnala l’emergenza del reparto dialisi dell’ospedale di Termoli. La dialisi non è un reparto dove è prevista degenza, il paziente di dialisi fa rientro nella propria abitazione. Non sono state adottate misure precauzionali per questo. Inoltre il personale sanitario opera senza mascherine». Poi, in serata, presumibilmente conteggiato nel roster dei 14, arriva anche il post del Comune di Larino, sul dipendente contagiato, riferibile al medesimo cluster.

Emanuele Bracone

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.