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Atm ferma le corse per Siena e Perugia, ridotti i viaggi per Roma

Atm ferma le corse per Siena e Perugia, ridotti i viaggi per Roma

La corsa per Perugia e Siena è sospesa. Sul sito di Atm, chi cerca gli orari per quella tratta, trova già l’indicazione: dal 3 aprile 2019.
La maggiore azienda di trasporto molisana, che gestisce anche tratte interregionali e che arrivano vicino alle zone oggi arancione, ha deciso di fermare letteralmente le macchine. Una scelta, spiega Giuseppe Larivera, che sta accomunando le aziende del settore che viaggiano dal Sud e dal Centro verso il Nord. Al minimo, poi, l’offerta per la Capitale. Verso Roma, Atm effettuerà da domani una sola corsa al giorno da Campobasso e una sola da Termoli. Si parte al mattino (alle 8 e alle 8.30 rispettivamente) e si rientra in entrambi i casi alle 15.30.
«Viaggeranno meno persone ma la nostra scelta ha pure un altro obiettivo: non indurre i cittadini alla mobilità», ancora Larivera. Con studenti e universitari liberi dalle fatiche quotidiane, meglio limitare l’offerta di viaggi. Una scelta che concretizza e amplifica a sua volta l’invito delle istituzioni – politiche e sanitarie – a muoversi davvero se non si può fare altrimenti. Se un ragazzo non ha interiorizzato il concetto e pensa di andarsene a Roma, non trova l’offerta consueta di Atm e magari desiste.
Per quanto riguarda le tratte regionali, Larivera riferisce che la sanificazione dei mezzi della linea urbana di Termoli si completerà oggi. Servirà più tempo per procedere alla disinfezione di tutti i bus utilizzati sulle tratte extraurbane: entro 3-4 giorni, assicura però l’imprenditore, l’operazione sarà realisticamente terminata.
A protezione degli autisti, prosegue, l’azienda li ha dotati di gel e amuchina e ha isolato quattro posti dietro di loro sui pullman. «Alla Protezione civile abbiamo chiesto la fornitura di 150 mascherine al giorno, sul mercato comprendete che oggi è difficilissimo recuperarle». Autisti bene prezioso, anche per questo motivo «abbiamo vietato assembramenti in officina e in azienda. In linea con le direttive nazionali e regionali e con il dpcm dell’8 marzo che applichiamo alla lettera – conclude Larivera – e in maniera stringente».

red.pol.

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