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Primo morto in Molise, i contagi salgono a 20

Primo morto in Molise, i contagi salgono a 20

Il primo decesso classificabile come conseguenza del coronavirus registrato in Molise, tre altri casi accertati di contagio. Altri due test su persone che hanno sviluppato sintomi compatibili col covid-19, dunque casi sospetti, di cui si attende in giornata il risultato.
Il bollettino del 16 marzo 2020 non è più rassicurante come quello dei giorni scorsi, ma il picco era atteso e le dimensioni per ora appaiono ancora gestibili.

Primo morto in Molise
Ha smesso di battere nella tarda mattinata di ieri il cuore di Salvatore Cannarsa, 82 anni, uno dei termolesi rientrati dalla settimana bianca in Trentino risultato positivo e ricoverato da alcuni giorni in Terapia intensiva al Cardarelli.

Il bilancio: tre nuovi casi, una 84enne in Rianimazione
Positivo il test su un 37enne di Campobasso rientrato dal Nord il 4 marzo. I primi sintomi li aveva accusati l’8 marzo, domenica il ricovero e il tampone. Affetto da covid-19, è in Malattie infettive. È in Rianimazione, invece, una 84enne sempre del capoluogo di regione. L’Asrem, riferisce il dg Oreste Florenzano, sta ricostruendo la catena dei contatti dei due che però non hanno rapporti familiari fra loro. In serata, la terza risposta: positivo un uomo dle medio Molise.

I due ‘covid’ di Bergamo al Cardarelli
Sono arrivati ieri mattina all’alba in contrada Tappino i due pazienti trasferiti da Bergamo alla Terapia intensiva del Cardarelli. Entrambi 66enne, non si hanno precise indicazioni sulle loro condizioni, ma sarebbero stabili.

Altri casi sospetti
È atteso per la mattinata, comunque nella giornata di oggi, il responso sui tamponi effettuati ieri su persone, che hanno accusato sintomi sospetti.

Il bilancio del 16 marzo
Salgono a 20 i contagi in Molise (il bollettino della Protezione civile riportava 21 quando erano 19 ma probabilmente contiene anche i due pazienti trasferiti da Bergamo e trattati in regione): 12 sono in isolamento domiciliari e di questi cinque sono stati dimessi dal Cardarelli di Campobasso (due ieri e gli altri nei giorni passati), 5 in Terapia intensiva e 3 in Malatttie infettive. L’ultimo riscontro in serata su un uomo della provincia di Campobasso pure ricoverato a Campobasso.

Al lavoro per ampliare la Rianimazione
Sono già in corso da qualche giorno le operazioni per ampliare lo spazio della Terapia intensiva al Cardarelli, che il governatore Toma ha confermato essere al momento l’hub di riferimento per la cura di covid-19 in Molise. Sono attivabili, con attrezzature già in dotazione o acquistate da Asrem e con quelle donate in questi giorni, 30 posti pubblici e ci sono a disposizione 20 posti da parte dei privati convenzionati Neuromed e Cattolica. Un’altra struttura privata si è fatta avanti per dare il suo contributo, ci sarebbero altri dieci posti utilizzabili ma, spiega Toma, si sta verificando la struttura e quindi la concreta possibilità.

L’azienda sanitaria recluta medici: 20 rianimatori e 6 infettivologi
L’Asrem ha avviato la procedura straordinaria per assumere per sei mesi 20 anestesisti e 6 infettivologi in base alla misure varate a livello nazionale. Si appresta, inoltre, a emanare avvisi pubblici per incarichi libero professionali e a richiamare se servirà anche professionisti in pensione.
Il decreto ‘Cura Italia’ ha stanziato 3,5 miliardi per sostenere acquisti e contratti in sanità per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Pronti al picco ma i molisani restino a casa
Sia dall’Asrem sia dal presidente della Regione Toma ancora un appello ai molisani: rispettate i divieti e le regole di isolamento sociale decise dall’Istituto superiore di sanità e dal governo nazionale per contenere il contagio da coronavirus. «Siamo pronti a gestire il picco che è fisiologico aspettarsi e stiamo lavorando per mettere in campo, in base alle evoluzioni, il piano che mi è stato presentato dall’Asrem e che viene monitorato dall’unità di crisi. Ma rispettando le regole che il governo nazionale e quello regionale con le mie ordinanze hanno definito riusciremo a gestire al meglio questa emergenza», così Toma.
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