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Cassa in deroga anche per le imprese con un solo dipendente: ecco le regole

Tra le misure previste dal decreto Cura Italia, le nuove disposizioni per la cassa integrazione in deroga: le Regioni possono riconoscerla (per il periodo di sospensione del rapporto di lavoro e comunque per non più di nove settimane) ai datori di lavoro privati – inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore e compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti – per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario. Il trattamento è riconosciuto a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza a quella data.
In pratica, il trattamento viene concesso anche alle aziende con 1 dipendente, con la sola esclusione dei datori di lavoro domestico. Una misura importante in regione, dove le piccole e piccolissime imprese sono in massima parte chiuse da almeno due settimane (si pensi solo agli esercizi commerciali e ai ristoranti).
I trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga sono concessi con decreto delle Regioni da trasmettere all’Inps in modalità telematica entro 48 ore dall’adozione. Spetta all’Inps erogare le prestazioni previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa esclusivamente con la modalità di pagamento diretto. Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.
Le Regioni devono, però, stipulare preventivamente un accordo quadro che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro. In Molise la firma è prevista per domani, l’intesa individuerà criteri e modalità operative.
L’accordo non è richiesto per le imprese che occupano fino a 5 dipendenti. Queste possono presentare direttamente la domanda di esame congiunto alla Regione Molise – Terzo Dipartimento Valorizzazione del capitale umano – Servizio Politiche per l’occupazione, all’indirizzo di posta elettronica certificata [email protected] con invio attraverso il proprio indirizzo di posta elettronica certificata avente ad oggetto: Emergenza covid-19 – Richiesta di esame congiunto per la concessione del trattamento di cassa integrazione salariale in deroga.
Le domande di accesso dovranno contenere le seguenti informazioni: partiva Iva o codice fiscale, matricola Inps, codice Ateco 2007, Ccnl, settore di riferimento e numero totale di dipendenti;
periodo richiesto; numero lavoratori interessati.
La Regione effettuerà l’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Per fruire dei trattamenti di integrazione salariale in deroga l’impresa deve avere previamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, ivi inclusa la fruizione delle ferie residue.
Le risorse per i trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, nel limite massimo di 3.293,2 milioni di euro per l’anno 2020, verranno ripartite tra le Regioni con uno o più decreti del ministro del lavoro e di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze.
Per le imprese con più di 6 dipendenti sarà cura della Regione comunicare sul sito istituzionale www.regione.molise.it la data dalla quale sarà possibile la presentazione delle domande.

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