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Isernia, gestione dell’emergenza sanitaria: continua il botta e risposta in Comune

Tamponi per i sanitari (e non) che sono entrati in contatto con casi positivi di Covid.19. Continua il botta e risposta tra il sindaco Giacomo d’Apollonio e i consiglieri comunali che ormai da giorni lo stanno esortando a ‘fare sentire la sua voce’. Non si è fatta attendere la replica al primo cittadino di Rita Formichelli che ha rispedito al mittente l’accusa di fare «bassa speculazione politica».
«Personalmente – afferma – mi sarei aspettata che, almeno in questo caso, il sindaco comprendesse che i consiglieri non lo vedono come un antagonista politico ma come l’unico che può e deve prendere in mano la situazione. Ha richiamato le sue ordinanze ed i suoi provvedimenti illuminati, arrivando a sostenere che la provincia di Isernia è stata l’ultima ad essere attaccata dal coronavirus, anche grazie a questo. Evidentemente – ha continuato rivolgendosi al primo cittadino – le è sfuggito che Isernia da tempo, anche grazie anche alla sua politica illuminata, è una città agonizzante e, forse, il virus è arrivato tardi perché nella “nostra isola felice”, commercio e luoghi di aggregazione sono morti da tempo».
I consiglieri restano dunque dell’avviso che il sindaco debba far sentire la sua voce. «Se invece di sprecare tempo al telefono ad ascoltare le altrui direttive – continua Formichelli -, leggesse qualche articolo comprenderebbe che è suo dovere, prima ancora che diritto, pretendere tamponi per i suoi cittadini, sanitari e non, che sono stati in contatto con pazienti positivi al Covid-19. Avrà mai il coraggio di chiedere che la Regione Molise segua queste direttive? Avrà il coraggio di alzare la testa e chiedere che vengano applicati i Decreti finora emanati? Ci ha ripetuto cosa dispone l’articolo 7 del Decreto N.14/2020, ma quel Decreto prevede che i sanitari vengano monitorati costantemente, e non certo che, dopo aver avuto contatti con persone positive, vadano in giro tranquillamente senza le protezioni che, invece, indossano in ospedale. Dovrebbe far sentire la sua autorità …perché sa, anche la gente chiusa in casa può ammalarsi e sarebbe bello se ci fossero medici del 118 che andassero a prelevarli e, soprattutto, sarebbe giusto garantire posti letto a tutti e non costringerli all’isolamento in reparti inadeguati. Nei casi di emergenza si ha bisogno di un sindaco forte, indipendente, deciso ad appellarsi alle autorità centrali se si tratta di difendere i propri cittadini. Un sindaco così – ha concluso -, forse perderebbe qualche appoggio politico ma avrebbe il sostegno di un popolo intero!».

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