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Il primo sintomo il 22 febbraio ma era un falso allarme, poi Covid ha ‘attaccato’ il Molise

Il primo sintomo il 22 febbraio ma era un falso allarme, poi Covid ha 'attaccato' il Molise

La fotografia è stata scattata il 23 marzo, quando i contagi in Molise erano 65 (67 nel conteggio dell’Iss perché vengono inseriti anche i due pazienti trasferiti da Bergamo e curati nella terapia intensiva del Cardarelli).
Come si è mosso finora il covid-19 in Molise? Il primo sintomo riscontrato, segnala l’Istituto superiore di sanità, il 22 febbraio (Task force covid-19 del dipartimento di malattie infettive e servizio di informatica Iss, aggiornamento nazionale 23 marzo 2020). Quel sabato, in serata, fu accompagnato dal 118 all’ospedale di Campobasso un giovane rientrato dal Lodigiano (dove due giorni prima era esplosa l’epidemia) con sintomi compatibili col coronavirus. Era in isolamento a casa, dove tornò con una diagnosi positiva: nel senso che il tampone al contrario ebbe esito negativo, non aveva contratto il virus.
Il 2 marzo, invece, la data in cui la diagnosi cambia: è il giorno della paziente 1, la donna di Montenero di Bisaccia che risultò invece positiva. Poi anche il marito e la matrigna della donna. Il 3 marzo, la spia si accese a Termoli (con il contagio accertato di un medico ospedaliero) e il giorno dopo e quello ancora successivo un balzo: positivi alcuni colleghi del professionista che erano andati al lavoro (mentre lui avendo la febbre era rimasto a casa) dopo essere rientrati da una settimana bianca in Trentino a cui avevano partecipato una quarantina di termolesi. Il 5 marzo, la prima impennata, coi riscontri di alcuni tamponi disposti dall’Asrem su personale e pazienti del San Timoteo. Altri contagi fra gli operatori sanitari. Il virus poi procede a piccoli passi fino al 16 marzo, quando tre nuovi contagi portano il conto a 20. Il giorno dopo altri quattro casi con il contagio di un medico del 118: lo screening sui colleghi fa emergere altri contagi nei giorni successivi. I casi accertati raddoppiano fra il 17 e il 19 marzo.
Le autorità sanitarie locali attendevano il picco proprio per quella settimana e per la settimana in corso.
Chi ha colpito il covid-19, quali fasce anagrafiche? È bene precisare che non essendo in corso uno screening su tutta la popolazione (come invece è accaduto a Vo’ Euganeo) o su ampi segmenti, naturalmente i dati statistici riguardano i soli casi accertati: 67 nel report Iss su 300mila abitanti. Ma vale la pena comunque darci uno sguardo per avere spunti di riflessione. L’età media di chi ha contratto il virus è pari a 57 anni. È il risultato dell’analisi sull’età degli infetti: 1 solo caso nel range 10-19 anni, 6 nella fascia 30-39, 7 in quella 40-49, 25 nel range 50-59 anni, 14 nella fascia 60-69, 4 casi in quella 70-79 anni, 9 invece in quella 80-89 e un solo caso di ultranovantenne. La maggior parte dei contagiati, dunque, hanno fra i 50 e i 69 anni (58,2% del totale). Percentuale che arriva al 68,6% se si calcola anche la fascia dai 40 ai 49 anni.
Erano 17 gli operatori sanitari molisani contagiati al 23 marzo, oggi sono almeno 20 (altri tre operatori del 118 e ieri sono stati effettuati i tamponi sul personale del Veneziale che era entrato in contatto con un caso di covid qualche giorno fa). Nel complesso, sono oltre 5mila in Italia i sanitari contagiati, 31 i medici deceduti (17 erano medici di base).

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