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«In Molise l’aumento ha rallentato, picco entro due settimane: ecco perché»

«In Molise l’aumento ha rallentato, picco entro due settimane: ecco perché»

Il presidente dell’Iss ha parlato di plateau ieri. È il momento in cui il picco di contagio si mantiene costante per un dato periodo. La sua analisi si riferisce al Nord, nel Centrosud la situazione è differente e in ‘ritardo’ rispetto a questa evoluzione. Brusaferro ha comunque chiarito: «La curva ci dice che siamo al plateau, non vuol dire che abbiamo conquistato la vetta e che è finita ma che dobbiamo iniziare la discesa e la discesa si comincia applicando le misure in atto».
Dallo scorso weekend, anche il Molise ha una struttura scientifica a supporto delle analisi e delle decisioni dell’unità di crisi istituita a Palazzo Vitale per la gestione dell’emergenza coronavirus. Il comitato (composto anche dall’infettivologo Felice Di Donato e dal medico legale Nicandro Buccieri) è coordinato dal docente dell’Unimol Giancarlo Ripabelli, che è epidemiologo.
Prima della riunione quotidiana dell’unità di crisi, il comitato tiene una sua pre riunione per dare poi un apporto più preciso rispetto alle valutazioni da fornire su numeri e decisioni.
In queste ore, naturalmente, il tema del picco è centrale anche in Molise.
Professor Ripabelli, il presidente della Regione Toma ha parlato di metà aprile più o meno. Allo stesso tempo, nell’articolo del Corriere della Sera sulle stime condotte dall’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief) sull’azzeramento dei contagi per regione, fase successiva al picco ovviamente, il Molise è fra le quattro regioni incerte. Ci aiuti a fare chiarezza.
«Partiamo da un dato: neanche in Lombardia ancora si riesce a capire quando ci sarà il picco con una ragionevole certezza, si tratta sempre di stime, e quindi dal picco potrà cominciare a scendere la curva. Il picco è il punto massimo di numerosità dei casi, da quel momento in poi ci aspettiamo che i casi cominceranno a scendere anche grazie alle misure di distanziamento sociale. Per quanto riguarda il Molise, e tutto il centrosud Italia in cui l’andamento epidemiologico è differente dalla Lombardia, questa zona d’Italia è in ritardo rispetto a quello che succede al Nord. Peraltro fra Lombardia e Veneto, che son partite più o meno insieme, la situazione è totalmente diversa sia in termini di diffusione sia in termini di mortalità. È chiaro che in Lombardia qualcosa è successo, certamente è una regione da dieci milioni di abitanti e questo fa capire anche la densità di popolazione e abitativa e i maggiori rischi associati. Ma torniamo al Molise: ha un aumento di casi, diagnosticato quotidianamente, che rispetto ai dati di qualche tempo fa – diciamo a metà dell’andamento – al momento sembra essere comunque rallentato grazie alle misure di contenimento e alle zone rosse che evidentemente hanno funzionato».
Premesso tutto questo, quando arriverà il picco in Molise?
«Non lo sappiamo. Perché i dati sono per fortuna relativamente ridotti e quindi più difficilmente ci permettono di fare delle stime. Lei ha letto sul Corriere che la situazione del Molise è in fase di elaborazione, questo perché il dato ancora non consente di fare stime attendibili. Probabilmente questo picco arriverà con un ritardo di un paio di settimane almeno rispetto al picco del Nord Italia. Il che è legato alla lentezza con cui il virus si è diffuso e anche agli accadimenti che abbiamo registrato compreso il movimento da Nord a Sud di una parte di popolazione. Al momento le posso dire che tutto sommato il numero di nuovi casi sta crescendo forse un po’ più lentamente di quanto ha fatto a metà di questo periodo epidemico che in Molise si è avviato il 3 marzo».
Il comitato è organo tecnico consultivo dell’unità di crisi e del presidente della Regione. In cosa consiste il vostro ruolo?
«Nell’interpretazione dei dati epidemiologici e nel supporto scientifico alle decisioni. Diamo un supporto, una valutazione, un’opinione quanto più possibile basati sull’evidenza scientifica e i dati disponibili, raccordandoci con le strutture ministeriali e l’organo tecnico che è Iss. Per i prossimi giorni ho organizzato l’intervento di Giovanni Rezza, che potrà farci il quadro del trend in Italia e quindi potremo fare qualche stima in più rispetto al Molise.
Infine cosa serve in questa fase?
«Senso civico, questo è quello che ci vuole. Molto senso civico e rispetto delle regole. So che è dura per tutti, per fortuna il cattivo tempo adesso ci sta aiutando a stare a casa. Dobbiamo gestire questa situazione ancora per un altro po’ di tempo, speriamo di non diventare tutti obesi nel frattempo…».
rita iacobucci

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