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Bojano, il Covid-19 resta fuori dalla casa di riposo: le precauzioni funzionano

Bojano, il Covid-19 resta fuori dalla casa di riposo: le precauzioni funzionano

L’epidemia da coronavirus ha messo in ginocchio un po’ tutte le residenze che ospitano gli anziani a livello nazionale. In queste ultime settimane si sono scoperte anche tante strutture fantasma che non erano censite e di cui non si sapeva nulla, dove sono venute fuori situazioni e condizioni igieniche non certamente ideali soprattutto per ospitare persone non autosufficienti. A Bojano la Casa di Ricovero SS. Cuore di Gesù e Maria di località Terre Longhe, fondata dall’indimenticabile monsignor Antonio Nuzzi nel lontano 1951, ubicata in una moderna e spaziosa residenza con tutti i confort, fino ad ora, per fortuna, non ha risentito in alcun modo del pericolo di contagio da Covid 19, in quanto gli operatori sociali e sanitari che operano nella struttura, sono riusciti sin dalle prime avvisaglie della pandemia a realizzare tutt’intorno un cordone di protezione. «Al momento è tutto sotto controllo perché già da subito, fin dai primi di marzo, abbiamo adottato tutti gli accorgimenti e le procedure per isolare la casa di ricovero dall’esterno, impedendo sia ai parenti che alle persone di entrare dentro la struttura – hanno spiegato telefonicamente dalla direzione -. Dal 5 marzo in pratica l’accesso è stato permesso solo agli operatori che, comunque, vengono costantemente monitorati con il rilievo della temperatura; ovviamente se hanno qualche sintomo influenzale non vengono a lavorare per precauzione, qualcuno, infatti, è stato assente per qualche raffreddore ma nulla di preoccupante. Abbiamo potenziato al massimo l’igiene, più che altro per una forma di pignoleria, utilizzando ancora più del passato candeggina e prodotti igienizzanti, disinfettando maniglie e porte, lavando ripetutamente pavimenti, saloni, corridoi e camere, facendo molta attenzione anche all’igiene degli stessi ospiti. In caso di necessità abbiamo riservato una stanza ai medici di base e al 118, locale che dà sull’entrata laterale dove c’è una rampa d’accesso, dotata di tutti i servizi e, quindi, indipendente dal resto dell’edificio. Per fortuna a tutt’oggi i sanitari del 118 non sono dovuti intervenire. In questo modo evitiamo di far entrare estranei nella struttura dall’ingresso e quindi dal salone – hanno evidenziato -. Ogni anno comunque su una quarantina di ospiti della nostra struttura, dobbiamo registrare circa una dozzina di anziani con malanni stagionali, alcuni di loro, parliamo di persone tra gli ottantacinque e i novant’anni con patologie croniche riconducibili comunque alle normali influenze; da novembre ad oggi fortunatamente stiamo al di sotto della media, persone che curiamo con flebo e in alcuni casi anche con ossigeno, a seguito delle visite dei medici di base che curano i nostri ospiti. Spesso sono le nostre brave infermiere che si sentono telefonicamente con i medici ricevendo tutte le indicazioni e le direttive da praticare al paziente di turno. Da questo punto di vista ci riteniamo molto fortunati perché abbiamo del personale infermieristico molto professionale che da anni presta servizio nella nostra struttura». Un cordone sanitario abbastanza rigido in quanto adesso per ogni anziano si dovrà compilare pure una scheda sanitaria giornaliera come imposto dall’Asrem. «Schede che vengono compilate dalle infermiere con i medici, per verificare eventuali variazioni dello stato di salute, in particolare le temperature corporee – hanno aggiunto -, sono comunque schede che abbiamo sempre fatto con i medici di base che assistono vari gruppi di pazienti. Stiamo attenti al massimo in questo periodo, anche perché finora siamo riusciti ad evitare qualsiasi contatto che potesse pregiudicare la salute dei nostri anziani. Devo dire che ci sono uno sforzo e un’attenzione notevoli da parte di tutti gli operatori dipendenti della Casa di Riposo SS. Cuori di Gesù e Maria, personale che sta lavorando anche di più del normale orario». Anche se i parenti non possono entrare nella struttura di Terre Longhe, gli anziani stanno comunicando con i parenti con chiamate telefoniche giornaliere, alcuni anche con Whatsapp oppure con videochiamate che permettono loro di vedere in diretta i propri cari. «Non sappiamo quanto durerà ancora questa situazione di quarantena, ma una cosa è certa – concludono dalla direzione della casa di ricovero -, noi adotteremo misure preventive anche successivamente alla fine dell’emergenza proprio per tutelare gli anziani che come sappiano sono persone estremamente fragili. Torneremo comunque alla normalità di prima in maniera graduale, inizialmente adotteremo tutte le precauzioni possibili perché abbiamo a cuore la loro salute».
E.C.

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