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Liquidità per migliaia di aziende molisane e aiuti alle famiglie, «Intesa non si tira mai indietro»

Liquidità per migliaia di aziende molisane e aiuti alle famiglie, «Intesa non si tira mai indietro»

«Abbiamo il dovere di impegnare ogni risorsa, per dare il massimo sostegno alle imprese italiane e consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire il prima possibile».
Il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina sintetizza così la mission del gruppo e il ruolo che intende giocare nell’emergenza Covid-19.
Tra le misure messe in campo, il plafond di 2 miliardi per le imprese associate a Confcommercio e che anche su queste colonne l’organizzazione molisana presieduta da Paolo Spina ha salutato con soddisfazione sottolineandone l’efficacia sul fronte liquidità. Ma tutto il tessuto socio-economico ha bisogno di supporto. Primo Piano ne ha parlato con Pierluigi Monceri che per Intesa è direttore regionale di Lazio, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise.
«In situazioni di tale portata ognuno deve fare la sua parte: Intesa Sanpaolo non si è mai tirata indietro nei momenti di difficoltà del Paese e la nostra presenza capillare ci consente di intervenire con misure straordinarie su tutto il territorio dando il massimo sostegno a famiglie e imprese».
Partiamo dalle imprese, per le quali è ora vitale la disponibilità di liquidità. Come state intervenendo?
«Il momento richiede azioni decise e sarà infatti fondamentale non far mancare loro la liquidità necessaria per far fronte alla caduta dei fatturati.
Intesa Sanpaolo ha stanziato 15miliardi a sostegno delle aziende italiane per garantire continuità e produttività e porre le basi per la ripresa: di questi 1,5 miliardi sono a disposizione delle regioni, tra cui appunto il Molise, comprese nella nostra Direzione. Si tratta di liquidità immediatamente disponibile per le oltre 3.500 aziende molisane già nostre clienti e non solo, per far fronte ora che molte assisteranno purtroppo ad un calo in alcuni casi anche drastico del fatturato ai pagamenti, a tutelare l’occupazione, a consentire loro, soprattutto alle Pmi, di superare questa fase.
Sarà decisiva la rapidità con la quale queste risorse raggiungeranno i destinatari: le nostre filiali e i nostri dipendenti stanno profondendo il massimo sforzo per rispondere, con modalità telematiche e procedure rapide, alle esigenze di liquidità delle aziende e per fermare le rate dei mutui”.
E per le famiglie?
«L’attenzione è univoca verso le dimensioni di ogni impresa, i privati e, non certo da ultimo, per il sistema socio-sanitario impegnato nel fare da argine al contagio. Già dopo i primi casi di coronavirus abbiamo attivato la possibilità di sospendere le rate di mutui finanziamenti e prestiti personali per tre mesi, prorogabili per altri 3 o 6 mesi in funzione della durata dell’emergenza. Inoltre abbiamo donato 100 milioni di euro, attraverso un protocollo di collaborazione con la Protezione civile, per far fronte all’emergenza sanitaria nel Paese con l’obiettivo, in particolare, di contribuire all’incremento di 2.500 nuovi posti letto di terapia intensiva. Sono già stati attivati interventi per 80 milioni, il 48% al Centrosud, sia per acquisti di apparecchiature mediche, sia per la copertura di spese già finalizzate dagli ospedali».
Come si traduce tutto questo nella vita quotidiana delle persone?
«Nel garantire un servizio pubblico essenziale per i cittadini in questo momento di massima allerta sanitaria, con il massimo dell’attenzione per garantire la sicurezza degli oltre 100 dipendenti e dei 35mila clienti molisani. Ci siamo mossi sin da subito, e le misure sono in costante evoluzione e affinamento, per garantire l’accesso ai servizi sia attraverso i presidi fisici con tutte le precauzioni del caso sia mettendo in campo il massimo della tecnologia rafforzando sempre più i canali digital».
Pur se i tempi e i modi per uscirne sono ancora incerti, che impatto è ipotizzabile da questa crisi per il tessuto produttivo regionale?
«Ogni settore sarà chiamato a rispondere alla crisi,tuttavia alcune caratteristiche dell’economia molisana possono darci alcune indicazioni su quelli che saranno i settori maggiormente colpiti e su quelli che invece mostrano maggior capacità di resilienza. In Molise, caratteristica che è proprio di un po’ tutto il Mezzogiorno, c’è una maggior specializzazione nella filiera agroalimentare che può beneficiare di una maggior richiesta proveniente dalla grande distribuzione. L’economia regionale è caratterizzata da una relativa vocazione all’export che in questo frangente ci espone meno sui mercati esteri. D’altro canto, preoccupa molto l’impatto sul turismo e sul manifatturiero.
Saranno altresì importanti gli investimenti che il governo deciderà di sbloccare sul fronte delle infrastrutture: da sempre un settore in grado di creare notevoli esternalità positive e nuovi posti di lavoro e, conseguentemente, crescita dei consumi».

red.pol.

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